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A Villa Carlotta (sul lago di Como) sbocciano i “Fiori di vetro”


a cura di Andrea Zepponi

A Tremezzina sul Lago di Como, nella splendida sede dell’Ente museale di Villa Carlotta viene ospitata dal 14 luglio al 9 settembre 2018 la collezione Bersellini, una prestigiosa silloge di fiori in vetro raccolta con passione ed entusiasmo da Enrico Bersellini a partire dagli anni Settanta del Novecento fino ad oggi, composta da oltre 250 manufatti in vetro prodotti a Murano dagli anni Venti del Novecento fino ad oggi.
I curatori dell’allestimento, Rosa Chiesa e Sandro Pezzoli, hanno inaugurato l’evento alle ore 16 con una chiarissima prolusione della direttrice del museo, la dr.ssa Maria Angela Previtera e, subito dopo, la prima visita guidata con una esaustiva quanto vivace guida di Sandro Pezzoli che ha illustrato agli intervenuti, tra cui la stampa locale, le caratteristiche dei singoli pezzi esposti.
Della vastissima collezione privata Bersellini, normalmente non esposta al pubblico, viene presentata a Villa Carlotta unicamente la parte dedicata alle piante e fiori in vetro. Con una serie di interpretazioni originali del mondo botanico emerge uno spaccato dell’evoluzione dell’arte vetraria muranese, dal decorativismo di stampo figurativo all’astrazione che spesso accompagna il design più attuale. Le opere della collezione, che annovera pezzi importanti di Ercole Barovier, Napoleone Martinuzzi, Toni Zuccheri e tanti altri, svelano anche il variegato repertorio tecnico dei maestri muranesi, che oltre al vetro soffiato include il vetro massello e la lavorazione a lume. Tra gli autori delle opere, di grande impatto decorativo ed emblematiche per maestria tecnica, troviamo alcuni tra i maggiori artisti e designer che hanno operato a Murano presso fornaci storiche come quelle di Venini, Zecchin-Martinuzzi, Barovier&Toso, Pauly&C., Salviati, ma anche artisti che hanno creato pezzi unici come Franca Petroli, Maria Grazia Rosin e Silvia Levenson.

Per ulteriori dettagli:
http://www.villacarlotta.it/mobile_home.php?lang_id=1

 

NOTE BIOGRAFICHE

Chi è Enrico Bersellini?
Sono un ex imprenditore di Parma, oggi in pensione, che dopo aver ceduto le proprie aziende ha deciso di dedicarsi alle sue passioni, in particolare al collezionismo, soprattutto legato all’arte antica e all’arte del vetro, oltre a coltivare l’hobby per i cavalli.

Come nasce la sua passione per il collezionismo?
In generale è iniziata perché i miei genitori erano appassionati di antiquariato, come anche i genitori di mia moglie. Abbiamo entrambi vissuto da sempre immersi in un mondo legato all’arte antica, dove l’interesse era concentrato specialmente sull’arredo e sui quadri, e così per noi è diventata una consuetudine vivere a contatto con l’ambito più generale del collezionismo.

Perché la scelta del vetro?
Mia moglie si è appassionata al vetro, non ricordo il motivo particolare, ma da allora abbiamo cominciato ad acquistare vetro da neofiti, scegliendo quello che ci attraeva. Non c’era una pianificazione, ci lasciavamo guidare dal gusto personale e così ci siamo accostati casualmente a pezzi più o meno importanti solo perché ci piacevano, non valutandone il valore di mercato.

Quali sono le scelte tematiche della collezione?
Abito fuori città e forse questa scelta ha motivato anche il mio interesse verso i temi del vetro ispirati alla natura. Dopo la scomparsa di mia moglie ho proseguito in modo continuativo sulla strada intrapresa, rivolgendo il mio interesse a piante e animali in vetro. È stata una scelta originale che ha comportato anche qualche difficoltà di reperimento dei pezzi, poiché tra i temi naturalistici quello delle piante è stato meno esplorato dall’arte vetraria, a differenza di quello molto più tradizionale legato al mondo animale.

Che ambiti di produzione e che artisti sono rappresentati nella collezione?
Nella mia collezione l’unico vincolo è rappresentato dal fatto che le opere devono essere realizzate a Murano, magari ideate da artisti cinesi, ma la produzione deve essere muranese.

Su che epoca si concentra l’interesse di Enrico Bersellini?
Non ho mai fatto scelte cronologiche a priori nel raccogliere la mia collezione. Ci sono artisti contemporanei eccezionali ed è per questo motivo che la collezione attualmente annovera opere databili dagli inizi del Novecento fino ad oggi.

Le opere esposte nelle sale sono 58.

Quella più antica

F.lli Toso, 1910 circa
Lampada da tavola con stelo a fiori, vetro soffiato verde e rosa, modellato a caldo
37 × 18 cm

Quelle più recenti

Silvano Rubino, 2012
Moon Flowers, vetro soffiato, cristallo, ametista, arancio, specchiato
140 × 100 cm

Silvia Levenson, 2012
Pianta grassa, vetrofusione a cera persa, inclusioni di fili di rame, base in ceramica
50 × 20 cm

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