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Vasco Brondi e i suoi “Talismani per Tempi Incerti” a Fermo

Fotografie di Chiara e Miriam Bartolozzi


di Miriam Bartolozzi

Serata indimenticabile a Fermo per lo spettacolo di Vasco Brondi Talismani per Tempi Incerti. Poesie, letture e cover di gioielli musicali hanno arricchito una serata in cui si è riflettuto anche sulle problematiche attuali.

Domenica 2 agosto 2020 si è tenuto il concerto di Vasco Brondi a Villa Vitali a Fermo, una delle poche e fortunate location selezionate per questo spettacolo dal titolo Talismani per tempi incerti. Un evento composto non solo da brani scritti dal cantautore, ma anche da poesie, letture e cover, tra cui piccoli e indimenticabili gioielli della musica cantautorale italiana. Una scelta non casuale, sia nel titolo che nella selezione letteraria e musicale, parole e musiche importanti e pensate, probabilmente frutto di riflessioni e letture durante questi tempi incerti.

A rendere questa serata ancora più indimenticabile il talento dei musicisti che hanno accompagnato il cantautore: Andrea Faccioli alla chitarra, Daniela Savoldi al Violoncello e Angelo Trabace al pianoforte.

Vasco Brondi ha aperto il concerto con una poesia di Erri De Luca intitolata Dopo, subito seguita da A forma di fulmine, prima traccia di Terra (2017), quarto album in studio del suo progetto Le Luci della Centrale Elettrica, terminato l’anno successivo all’uscita del disco, e Le ragazze stanno bene, tratta dal terzo album studio Costellazioni (2014).

Dopo questa prima parte è arrivato il momento di una breve riflessione sulla situazione nuova e particolare che il mondo si è trovato a vivere con l’inaspettato arrivo di una pandemia globale che, tra le altre cose, ha impedito per molti mesi a tanti artisti di lavorare e al pubblico di poter apprezzare un vero e proprio concerto. Vasco Brondi ha sdrammatizzato dicendo che il lato positivo di poter riprendere in sicurezza e secondo le normative, nonostante il distanziamento sociale, è l’aumento dello spazio vitale di ogni persona. A questo ha aggiunto un breve aneddoto riguardo Bernardo Bertolucci, raccontando che, durante un incontro, quest’ultimo ha detto che per creare l’energia dello stare insieme bisogna guardare un film o meditare. Il cantautore ha invece affermato che l’energia emanata dallo stare insieme si può creare anche ad un concerto, trovandosi tutti insieme nello stesso posto allo stesso momento, sentendosi molto grato di aver avuto l’opportunità di ricominciare a portare spettacoli in giro per l’Italia.

Successivamente, dedicato ad un ragazzino che suonava in un gruppo punk a Ferrara, ha iniziato a cantare il brano Punk sentimentale, subito seguito da Waltz degli scafisti e dalla poesia Strada di Ko Un, poeta e scrittore Sudcoreano:

Da qui in poi, speranza.

La strada non c’è.

Perciò

la costruisco mentre procedo.

Ecco la strada.

Ecco la strada, e porta con sé, impeccabili,

innumerevoli domani.

Questi solo alcuni dei più bei versi di speranza recitati dal cantautore, che sono stati seguiti dalla cover riarrangiata di un brano dei C.S.I. intitolato In viaggio e da un intermezzo parlato in cui Vasco Brondi ha raccontato la vita del fotografo Luigi Ghirri e dei “viaggi domenicali minimi” che quest’ultimo faceva nel raggio di tre chilometri da casa sua. Proprio questi brevi viaggi lo avevano portato a scattare le sue fotografie più indimenticabili e, proprio come lui, il cantautore ha parlato della sua necessità, in questo momento storico, di fare viaggi domenicali minimi.

Andando avanti, Vasco Brondi e il suo gruppo si sono esibiti in un altro brano tratto dal disco Costellazioni, intitolato I destini generali, per poi recitare un’altra bellissima poesia, questa volta della scrittrice statunitense Elizabeth Bishop, dal titolo L’arte di perdere.

Il brano interpretato successivamente, Una cosa spirituale, è statoseguito da un intelligente ed estroso mashup di Magic Shop di Franco Battiato con un brano dei PGR.

Continuando con le sue canzoni originali, l’artista ha poi suonato un brano dal titolo ispirato a un pezzo dei Ramones, Una Guerra Lampo Pop, e poi si è dedicato alla sua cover di Oceano di gomma, pezzo degli Afterhours già reinterpretato dal cantautore. Subito dopo ha eseguito Qui, altro brano tratto dal disco Terra, e ha proseguito con la lettura di un passo estratto dal libro Nello Sciame di Byung-chul Han, filosofo Sudcoreano che vive in Germania.

La canzone che Vasco Brondi ha interpretato poi è stata Padre Nostro dei Satelliti seguita da una lettura sulle Lettere a Milena di Franz Kafka e dalla sua interpretazione di Smisurata Preghiera, brano di Fabrizio De André, per poi continuare con il suo brano Stelle Marine.

La poesia che ha letto e interpretato per il pubblico a questo punto è stata Un incontro inatteso di Wisława Szymborska, poetessa e saggista polacca a cui ha fatto seguito il brano intitolato Chakra, in una bellissima interpretazione resa ancora più indimenticabile dai musicisti che hanno accompagnato Vasco e il pubblico in questo viaggio tra suoni e parole.

L’ultima canzone che il gruppo di musicisti ha regalato agli spettatori è stata Mistica, primo brano scritto da Vasco Brondi dopo l’uscita di Terra nel 2017 e parte della raccolta 2008/2018 Tra la via Emilia e la Via Lattea, contenente la storia di un viaggio lungo dieci anni, il viaggio de Le Luci della Centrale Elettrica. Successivamente il cantautore ha recitato Il Cuore Che Ride di Charles Bukowski e ha lasciato il palco seguito da meritati applausi.

Dopo pochissimi momenti di attesa, Brondi è tornato sotto i riflettori e, sedendosi sul bordo del palcoscenico, ha recitato Ringraziare desidero della poetessa Mariangela Gualtieri, per poi salutare tutti, questa volta definitivamente, sulle note della meravigliosa Coprifuoco. Nonostante il periodo difficile in cui il tour è nato e per cui è stato pensato, uno spettacolo come quello realizzato da Vasco Brondi e dagli eccezionali musicisti che lo hanno accompagnato in questo evento magico, in una location altrettanto fatata, ha dimostrato che, grazie all’arte, alla musica e alle parole, che sono i nostri talismani che ci fanno sentire al sicuro coi loro magici benefici, tornare lentamente alla normalità, apprezzando in qualche modo le emozioni di un concerto anche durante questi tempi incerti, è possibile.

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