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Scenografia e scenotecnica barocca tra Ferrara…

Giuseppe Adami

Edizioni L'Erma di Bretschneider, Roma, 2004


Scheda critica di Alberto Pellegrino Il ritrovamento da parte di Giuseppe Adami di alcuni disegni teatrali in due codici inediti rinvenuti presso l'archivio familiare dell'ingegnere militare Pietro Paolo Floriani (Macerata 1585-Ferrara 1638) ha portato alla pubblicazione del volume Scenografia e scenotecnica barocca tra Ferrara e Parma. 1625-1631 (edizioni L'Erma di Bretschneider, Roma). Alla luce di questa scoperta è ora possibile non solo ricostruire il rapporto esistente fra architettura militare e scenografia barocca nel Seicento, ma anche riscoprire le figure del Floriani e dello scenografo ferrarese Francesco Guitti (1600?-1640), che ha lavorato alle dipendenze del Floriani, quando questi, dopo aver edificato le fortificazioni di Malta, diventa nel 1629 Ingegnere Supremo dello Stato Pontificio e Governatore delle Armi dell'Umbria, ricevendo l'incarico di portare a termine la fabbrica della fortezza di Ferrara. La scoperta dei suddetti codici ha consentito di ricostruire gli apparati scenici ideati o realizzati a Ferrara e Parma da un ingegnere-scenografo come Francesco Guitti tra 1625 e il 1631; inoltre, sulla base di determinati disegni, ha possibile la ricostruzione del progetto riguardante il primo teatro ferrarese dell'Accademia degli Intrepidi. Infine, attraverso lo studio di questi 26 fogli manoscritti e delle relative tavole, si sono potute ampliare le conoscenze sulla scenografia barocca a Ferrara e sul rapporto intercorrente fra l'ingegneria militare, rappresentata appunto da una grande architetto militare come il Floriani, e la scenografia. Infatti nell'allestimento dei tornei, legati all'ideologia militare propria del Floriani, gli elementi guerreschi si uniscono a quelli scenografici, perchè sul campo vengono costruite fortezze provvisorie per consentire lo svolgersi delle azioni belliche. Sotto questo profilo la guerra diventa un grande spettacolo e si stabilisce una connessione tra la macchina-fortezza e il teatro delle macchine con lo scopo preciso di sbalordire lo spettatore, provocando un honesto e virtuoso piacere . Ai primi del Seicento l'architettura teatrale esprime un alto livello di creatività al pari della scenografia: Giovan Battista Aleotti inventa un sistema unico centrale per muovere le quinte, mentre il ferrarese Francesco Rivola definisce per primo la struttura ad alveare della sala teatrale, realizzata a Padova (1636) e a Bologna (1639). La corte ferrarese dà un forte impulso agli spettacoli, per cui sorgono diversi teatri (il primo Teatro degli Intrepidi disegnato nel 1605 dall'Aleotti, il Teatro della Sala Grande, il Teatro delle Stalle Ducali). à in questo clima culturale che viene affidato al Guitti il compito di progettare il Nuovo Teatro degli Intrepidi che presenta forti analogie con il Teatro Farnese realizzato dall'Aleotti nel Palazzo Ducale di Parma, un'opera che s'impone per la morfologia della sala (forma ad U, cavea a gradinate sormontata da doppio ordine di logge derivato dalla basilica palladiana di Vicenza) e per la sperimentazione scenotecnica (sistemi di mutamento delle scene-base, sistemi di mutamento delle quinte, sistemi di mutamento delle scene che a vista scendono dall'alto o salgono dal basso). Il Teatro Farnese viene inaugurato il 21 dicembre 1628. Con un fastoso torneo regale e, sul modello di questo celebre evento, il Guitti allestisce a Ferrara nel 1621 il torneo intitolato La contesa in occasione delle nozze fra Giovanni Francesco Sacchetti (fratello del legato pontificio a Ferrara) e Beatrice Estense Tassoni appartenente all'alta aristocrazia ferrarese. Grazie alla sei acqueforti allegate al libretto de La contesa . è possibile ricostruire le scenografie disegnate dal Guitti per questo spettacolo, un'opera che colloca questo autore fra i grandi artefici della scena barocca. (Alberto Pellegrino)

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