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“Rossini 150”, una grande mostra nelle Marche

In occasione dei 150 anni dalla sua scomparsa Gioachino Rossini viene celebrato con una grande mostra, “Rossini 150”, articolata nelle sedi di Pesaro, Urbino e Fano


di Alberto Pellegrino

Giovanni Pierpaoli – ritratto Giochino Rossini

Per rendere omaggio a uno dei più importanti compositori della storia e ricordare i legami con la sua terra di origine, in occasione dei 150 anni dalla sua scomparsa, è stata ideata dal Comitato Promotore delle Celebrazioni Rossiniane ed è stata promossa dai Comuni di Pesaro, Urbino e Fano, in collaborazione con la Regione Marche, una mostra intitolata “Rossini 150” organizzata in tre diverse sedi che resteranno aperte al pubblico dal 12 luglio al 18 novembre 2018. Nonostante quest’articolazione in tre sedi, il percorso della mostra mantiene una omogeneità di fondo ed esplora aspetti particolari della vita, dell’opera, dei luoghi e del tempo di Rossini con tre allestimenti suggestivi e originali che offrono al visitatore un’esperienza unica: un viaggio nel mondo rossiniano per scoprire la figura del maestro nella versione più completa e autentica possibile.
Si tratta di un progetto inter-istituzionale che conferma una proficua visione allargata e condivisa nella promozione territoriale in grado di favorire la costruzione e l’affermazione di un’identità forte, la valorizzazione dei beni culturali e l’incentivazione del turismo, un progetto che si avvale dell’importante collaborazione con la Fondazione “Gioachino Rossini”, il Conservatorio Statale di Musica “Gioachino Rossini”, il Rossini Opera Festival, l’Ente Olivieri – Biblioteca e i Musei Oliveriani, il Museo del Pianoforte Storico e del Suono di Accademia dei Musici, struttura artistico- musicale di ricerca e divulgazione della musica classica, che opera principalmente nelle Marche.

La mostra di Pesaro
Il Palazzo Mosca – Musei Civici di Pesaro ospita la sezione “Pesaro racconta Rossini” a cura del Conservatorio Gioachino Rossini, una esposizione esperienziale e multimediale, con percorso narrativo a cura di Emanuele Aldrovandi, che fa rivivere la complessa vicenda biografica del compositore e fa apprezzare al meglio le sue intramontabili opere.
È inoltre esposta integralmente la prestigiosa collezione Hercolani-Rossini, composta di 38 dipinti e un marmo, pervenuti a Gioachino in punto di morte per ripagare un suo prestito ai nobili bolognesi Hercolani. Infine il Conservatorio Rossini, in collaborazione con l’Ente Olivieri e la Fondazione Rossini, ha curato una ricca sezione documentaria che ripercorre la propria storia a partire dalla nascita, voluta dal Maestro nel 1882, fino a oggi.

La mostra di Urbino

Pelagio Palagi – Ratto delle Sabine

A Urbino nelle Sale del Castellare del Palazzo Ducale, è stata allestita la mostra “Gesamkunstwerk: Pelagio Palagi e Gioachino Rossini”, a cura di Vittorio Sgarbi e dedicata alle opere del noto pittore bolognese Pelagio Palagi: una serie di disegni, dipinti e ritratti (in gran parte inediti), provenienti dalle Collezioni della Fondazione Carisbo, dalla Fondazione Cavallini Sgarbi e da gallerie e raccolte private, opere che servono a documentare il “secolo” rossiniano tra neoclassicismo e romanticismo.

La mostra di Fano
Nella Sala Morganti del Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano di Fano è stata collocata la mostra “Rossini, il teatro, la musica” a cura della Fondazione G. Rossini, che prende spunto dall’esibizione fanese del piccolo Gioachino per far conoscere l’innovativo teatro barocco di Giacomo Torelli e per raccontare la tematica della scrittura musicale di colui che diventerà un genio assoluto in questo campo. Questa sezione comprende una esposizione di autografi che è accompagnata dalla guida all’ascolto della musica e dalla proiezione di video in grande scala, che consentono ai visitatori di entrare in contatto con l’opera rossiniana e di comprenderne le partiture.

La mostra dei Pianoforti storici
L’identità marchigiana dell’intero progetto, nella prospettiva di supportare e valorizzare il patrimonio artistico, si estende altresì alle aree colpite dall’ultimo sisma, al fine di incentivarne la riscoperta e lo sviluppo turistico. Proprio da questo territorio marchigiano, dove opera il Museo del Pianoforte Storico e del Suono di Accademia dei Musici, provengono tredici antichi strumenti, da fine Settecento ai primi del Novecento, completamente restaurati e funzionanti, in gran parte della “Collezione Claudio Veneri”.
Questi strumenti presentano i marchi dei “Maestri” della storia del pianoforte, tra cui il Pleyel, marchio prediletto da Gioachino Rossini e, oltre ad essere esposti, essi saranno i protagonisti di speciali visite musicali e racconti-concerto in ognuna delle tre sedi. La “Mostra del pianoforte storico” è inoltre corredata da immagini video dal forte impatto emozionale, riguardanti le bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche dei comuni marchigiani danneggiati dal terremoto.

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