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Preziosi – “Vincent van Gogh” – L’odore assordante del bianco

Fotografie ©Francesca Fago


di Elena Bartolucci

Bello spettacolo questo Vincent van Gogh, al Teatro Lauro Rossi di Macerata, con Alessandro Preziosi che porta in scena una riflessione sagace sul labile confine tra realtà e follia.

Macerata – Venerdì 13 dicembre il palcoscenico del Teatro Lauro Rossi di Macerata si trasforma in una austera e asettica stanza del manicomio di Saint-Paul-de-Mausole, in cui Alessandro Preziosi ha dato voce e corpo ai pensieri, ai tic e alle visioni del famoso Vincent van Gogh.

Come evoca lo stesso titolo dello spettacolo (“Vincent van Gogh” – L’odore assordante del bianco), le pareti della stanza in cui è rinchiuso l’artista sono completamente bianche, pur accennando in rilievo le vigorose pennellate del suo famoso dipinto “Campo di grano con volo di corvi”. È proprio tutto questo bianco, messo ancora più in evidenza dall’uso di luci molto fredde, a far trasparire l’angoscia del pittore olandese che è costretto da più di un anno e mezzo a stare lontano dai colori che rappresentano la sua unica ragione di vita.

Eppure cos’è un ambiente senza colori? Lo stesso van Gogh afferma infatti che un disegno senza colore non vale nulla… proprio come la vita di un pittore.

L’intera pièce teatrale è incentrata su dialoghi molto serrati, inizialmente tra l’artista e l’amato fratello Theo e in seguito con il direttore dell’ospedale psichiatrico, il quale lo aiuterà a ristabilire un equilibrio interiore.

Il rapporto con il fratello mette invece in risalto i problemi personali del protagonista, sottolineandone la fitta disperazione e al contempo la grande voglia di essere capito e aiutato a fuggire da quel luogo per potersi riappropriare di tavolozza e pennelli per tornare così a dipingere i suoi amati paesaggi.

La sua voglia di libertà si traduce infatti nella possibilità di riprendere in mano i colori, dato che è stanco di marcire in quella stanza continuando ogni istante a dover dubitare dei suoi stessi pensieri e sentirsi costantemente ingannato dalle allucinazioni create dalla sua mente.

Dopo un crescendo notevole di emozioni, una luce gialla calda inonda il palcoscenico per far capire come al protagonista sia stata finalmente restituita la libertà di dipingere e di poter finalmente esprimere il suo essere un’artista.

Uno spettacolo davvero ben costruito sia nei tempi che nella scrittura, in cui la recitazione non è mai risultata sopra le righe. Tutti gli attori in scena (Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Alessio Genchi e Vincenzo Zampa) sono stati infatti all’altezza del testo e Preziosi si è dimostrato un vero animale da palcoscenico. Per quasi due ore senza sosta ha saputo rendere con grande intensità sia i momenti di inquietudine e fragilità mentale che quelli di maggiore lucidità e sagacia del famoso pittore.

Lo spettacolo, scritto da Stefano Massini e diretto da Alessandro Maggi, è una produzione realizzata in collaborazione con il Festival dei due mondi di Spoleto. Le scene e i costumi sono di Marta Crisolini Malatesta, il disegno luci di Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta, le musiche di Giacomo Vezzani e la supervisione artistica di Alessandro Preziosi.

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