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“Pesce d’aprile”: un amore che ha saputo vincere la malattia

La meravigliosa storia di Cesare Bocci e la compagna Daniela Spada, raccontato nel libro “Pesce d’aprile”, approda in teatro.

@ph. Gianluca Sarago


di Elena Bartolucci

MACERATA – Sabato 1° dicembre al Teatro Lauro Rossi fa il suo debutto in anteprima per la seconda sera lo spettacolo Pesce d’aprile, nato dall’omonimo libro autobiografico (edito da Sperling & Kupfer) che racconta il grande amore tra Cesare Bocci e la sua compagna Daniela Spada. Un amore che nasce due volte: non è stato scalfito dalla malattia e ne è uscito persino rafforzato.
Daniela ha dovuto attraversare un lungo e faticoso calvario in seguito a un ictuts post partum che la colpì nel 1° aprile del 2000, dopo solo pochi giorni che aveva dato alla luce sua figlia, Mia.
Se da una parte la malattia le ha tolto tutto, come le sue passioni, i ricordi legati alla sua bambina che non ha potuto tenere in braccio e la possibilità di sentirsi completamente autosufficiente, dall’altra la sua nuova condizione di handicappata le ha fatto scoprire una forza insospettabile e la grandezza delle piccole cose della vita. Grazie anche alla vicinanza di tutti i familiari della coppia, Daniela è infatti riuscita passo dopo passo a riconquistare il suo essere donna e madre e a reinventarsi anche nel mondo del lavoro, tornando persino a camminare nonostante la diagnosi senza speranza data dai medici.
Una magnifica e intensa Tiziana Foschi ha saputo raccontare con grande ironia le mille sfaccettature di questa donna e, senza mai cadere nel ridicolo, non è inciampata rischiando di ricreare più una macchietta che il vero dolore di una disabile. Ha saputo interpretare egregiamente un personaggio a tutto tondo e, anche nell’immobilità di una sedia a rotelle o di un letto d’ospedale, è riuscita a ricreare le vibrazioni di una voce rotta dalla malattia e anche le piccole movenze di una persona che tenta di rialzarsi e vincere la sua personale battaglia contro quell’unico maledetto gradino dentro casa che l’ha tenuta separata dalla sua famiglia.
Ottima prova d’attore anche per Cesare Bocci che, pur essendo profondamente coinvolto, non ha strafatto e, moderando persino la sua presenza sul palcoscenico, ha raccontato il suo vissuto di padre alle prime armi costretto a crescere da solo una figlia e di uomo leale, sagace e instancabile che ha saputo lottare, farsi da parte nel momento giusto e spronare la sua donna lasciandole i suoi spazi e facendola sbagliare da sola.
Pesce d’aprile è uno spettacolo dalla scenografia dal gusto minimale che riesce a raccontare con eleganza e ironia un’esperienza di vita reale e toccante dai toni molto intimi, in grado di far capire perfettamente quello che significa diventare disabili e saper trasformare una storia difficile e dolorosa in un messaggio di positività, amore e forza di volontà.
La regia asciutta ma mai banale è stata curata dallo stesso Cesare Bocci con la supervisione di Peppino Mazzotta.
Le musiche e le sonorizzazioni sono di Massimo Cordovani, i costumi di Paola Bonucci, le scene di Lodovico Gennaro, il disegno e le magnifiche luci di Francesco Vignati e la direzione tecnica di Vai Con La Sigla. La produzione esecutiva è di Arturo Morano, il progetto grafico di Daniela Spada e l’organizzazione generale di Tiziana Lo Cascio e Vincenzo Fazio.

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