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Patrizia Laquidara a Milano, “C’è qui qualcosa che ti riguarda”

Photo di testata ©Barbara Rigon; le Photo del concerto sono dell'autore dell'articolo.


di Lorenzo Graziosi Spantigati

Il bell’album C’è qui qualcosa che ti riguarda, l’ultima fatica musicale di Patrizia Laquidara, è stato presentato con successo a Milano nell’ambito dell’AH-UM Milano Jazz Festival.

Patrizia Laquidara porta sul palco la sua ultima performance discografica, C’è qui qualcosa che ti riguarda, uscito lo scorso autunno e presentato in prima assoluta per Milano al Teatro Fontana. L’album contiene 14 tracce ed è stato scritto quasi interamente dall’artista di origine siciliana e cresciuta in veneto. Ci racconta di un personaggio poliedrico capace di affrontare svariate tematiche in modo fluido ed appassionato.

In scena con la Laquidara troviamo Andrea Santini (elettronica), Davide Repele (chitarra acustica ed elettrica), Daniele Santimone (chitarra acustica ed elettrica), Stefano Dallaporta (basso) e Nelide Bandello (batteria). I musicisti accompagnano Patrizia in uno spettacolo a tutto tondo dove l’artista oltre che cantautrice si scopre lettrice, danzatrice fino a tratteggiare la propria esibizione con vivaci colori e gestualità.

Il repertorio testuale è molto ampio ma sicuramente un aspetto comune a molti brani è la femminilità. La donna viene messa a nudo, evidenziando sia i suoi caratteri psicologici che la sua quotidianità. Il risultato è un racconto al tempo stesso intimo e universale, dove le donne, pur con storie diverse, condividono la stessa condizione di precario equilibrio tra forza e fragilità.

Un altro filo conduttore è l’analisi a quelle che vengono definite le “zone scarto” di noi, dove cioè, mettiamo quegli aspetti della nostra personalità che non ci piacciono. L’artista si propone di fare luce su queste parti con una convinzione, che “lì dove credi che tutto finisca, lì si ricomincia”.

Di grande valore sono i suoni che accompagnano l’esibizione e che si esprimono sia attraverso parti corali che musiche moderne ed affascinanti.

Ciò che lascia il segno più profondo è la vocalità della Laquidara, una voce dolce e piena che riesce ad adattarsi ai testi che interpreta, mettendo in ognuno una parte di sé. Il concerto era nel contesto dell’AH-UM Milano Jazz Festival.

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