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Partito da Senigallia il tour dei Decibel

Il teatro La Fenice di Senigallia (AN) ha ospitato la prima del nuovo tour, “L'Anticristo” (titolo del nuovo album), di Enrico Ruggeri con lo storico gruppo dei Decibel. Pubblico entusiasta per un concerto di raffinata eleganza.


di Roberta Rocchetti

È partito la sera di venerdì 13 aprile (in barba ai superstiziosi) dal teatro “La Fenice” di Senigallia il tour dei Decibel capitanati da Enrico Ruggeri che coprirà le maggiori città italiane.
Il titolo del nuovo album L’Anticristo dà il titolo anche al tour e mette di nuovo al centro del palco il gruppo che con variazioni di formazione e di proposte stilistiche è sulla breccia da quasi 40 anni.
Particolarmente legato alle Marche che dichiara di amare molto, Ruggeri ha trascorso spesso le vacanze nella nostra regione, tanto che “Il mare d’inverno” scritta da lui e portata al successo da Loredana Berté è stata ispirata da una vacanza trascorsa a Marotta (PU).
Nella formazione attuale troviamo i tre membri storici, e cioè oltre a Ruggeri, Silvio Capeccia e Fulvio Muzio, i quali si sono avvalsi  della collaborazione di Paolo Zanetti alle chitarre, Fortu Sacka al basso e Alex Polifrone alla batteria.
L’esordio ufficiale dei Decibel, pur avendo già all’attivo anni di gavetta sperimentale, avviene nel 1980 quando  si presentano a Sanremo con Contessa, a cui fa seguito l’album “Vivo da re” che prende il titolo dal bellissimo singolo in esso contenuto.
Successivamente il gruppo non smette di sperimentare e non si adagia su comodi allori, passano attraverso cambiamenti stilistici e personali che portano a scissioni, addii e ritorni dei vari membri della band. Conoscono la fase elettronica e psicoacustica nella quale sperimentano musica terapeutica, per un periodo si dedicano anche a scrivere colonne sonore.
Dal 2010 è iniziato un nuovo periodo di riavvicinamento tra i membri fondatori del gruppo che ha dato vita a diverse esperienze recenti tra cui l’album “Noblesse Oblige” dello scorso anno, dove per un momento si riavvicinano ad alcune reminiscenze sonore  di inizio ‘900 care al gruppo,  e la partecipazione di nuovo a Sanremo nel 2018 con il singolo Lettera dal Duca ispirato alla figura di David Bowie a cui la musica dei Decibel, come quella di qualunque altro gruppo pop dalla fine degli anni ’60 in poi, deve molto.
Il concerto di Senigallia si è aperto con il pezzo che dà il titolo all’album L’Anticristo. Sonorità che ricordano il progressive e il pop elettronico degli Utravox, non a caso l’ultima apparizione sanremese del gruppo è avvenuta accanto a Midge Ure, a cui sono seguiti gli altri titoli, tra cui La Banca, Baby Jane, 15 minuti, La Belle Epoque. Evidente in questo album la volontà di tornare al rock, ma anche quella di non voler essere ingabbiati in etichette troppo claustrofobiche, nella loro musica non c’è spazio per catene che frenano creatività e varietà e lasciano porta aperta al background dei fondatori, si annusa il punk.
I testi  oscillano tra la denuncia sociale che condanna come ne “La banca” e “L’Anticristo” l’atteggiamento dei grandi gruppi finanziari che strozzano il popolo che si affanna per poter comprare beni superflui e che determinano gli equilibri internazionali, o come in Baby Jane, il superficiale approccio umano che avviene attraverso i social; capace però di determinare il nostro umore; per poi riposarsi su altri che esprimono un sardonico decadentismo meno impegnativo e che personalmente riteniamo più consono all’identità del gruppo.
Personalità ironiche, colte, di grande intelligenza e in possesso di inventiva e doti reali e rare nel panorama musicale italiano attuale,  che dimostrano che se c’è il talento ci si può permettere di accompagnarlo ad una piacevolissima eleganza e semplicità di forma, visiva, lessicale, stilistica,  senza voler stupire a tutti i costi con cortine fumogene spesso messe in atto più per mascherare ciò che non c’è che a cornice di ciò che c’è. Orecchiabilità ma anche raffinatezza, suono pulitissimo e arrangiamento ricercato e non banale.  Entusiasta il pubblico presente che a fine concerto si è accalcato sotto il palco per salutare da vicino questi bravissimi musicisti (e il termine “musicisti” non è usato a caso) che hanno regalato a suggello del concerto le tre bellissime e celeberrime hit: Polvere, Vivo da re e Contessa. Il tour prosegue quindi dopo aver avuto il battesimo marchigiano, ormai considerato universalmente portafortuna di ogni tournée, non solo dal gruppo in questione.

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