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Nostra intervista alla trapper Smarties – Marta Pilia


a cura della Redazione

Abbiamo intervistato Smarties, al secolo Marta Pilia, la trapper di cui in queste pagine sono apparsi 2 articoli sui suoi due primi singoli.

Sensuale, smaliziata, spontanea e colorata. È la nuova voce (e penna) del trap italiano, Smarties, al secolo Marta Pilia. Finalista a Sanremo Junior 2011 e al Festival di Castrocaro 2013, opening act di Alexia, Spagna e Tazenda, nel 2016 supera le Blind Audition di The Voice of Italy guadagnandosi l’ingresso nella squadra capitanata dal rapper Emis Killa. Nel 2017 prende parte alla finale di Mezzogiorno in Famiglia, trasmissione televisiva di Rai 2. Come Smarties ha all’attivo due singoli, Buckle up ed il recentissimo “Fumo sempre troppo” (La Stanza Nascosta Records, PROD. SHANNA), accompagnato dal videoclip per la regia di Marco Placanica.

INTERVISTA

D. Benvenuta su Musiculturaonline. Puoi raccontarci come ti sei “trasformata” da Marta Pilia a Smarties? Il cambio di nome ha coinciso anche con un mutamento a livello stilistico?

R. Grazie a voi dell’invito!La “trasformazione” da Marta a Smartiesè avvenuta da sola, per necessità. Sono stati i miei colleghi e amici ad iniziare a chiamarmi Smarties e mi sono innamorata di questo nome. Ho lavorato a diversi singoli prima di uscire come Smarties ma nessuno, una volta finito, mi convinceva al100%. Buckle up è stato il punto di svolta, ho messo a fuoco in maniera più limpida la direzione che volevo prendere a livello artistico e stilistico.

D. Nel 2016 hai partecipato, in squadra con Emis Killa, a The Voice of Italy. Ci racconti qualcosa di questa esperienza? Cosa pensi della attuale demonizzazione dei talent da parte di molti addetti ai lavori?

R. L’esperienza di The Voice mi ha lasciato bellissimi ricordie molta più sicurezza in me stessa. Ho sempre reputato il Talent una grande vetrinaper chi la sa sfruttare al meglio. Ovviamente devi attenerti alle regole che lo governano, in primis la poca libertà decisionale sui brani con i quali poi andrai in scena. Penso comunque che il talent fine a se stesso non porti lontano, secondo me è vitale quello che fai una volta uscito dal programma. Devi alzare la voce e dimostrare quanto vali, più di prima!

D. A undici anni, nel corso di un suo concerto, hai avuto l’opportunità di duettare con Alessandra Amoroso. È un’artista che musicalmente stimi?

R. Certo, all’epoca soprattutto l’ascoltavo tantissimo…Ora sono più orientata verso altri generi ma artisticamente e umanamente la stimo molto: è una ragazza umile, molto forte e allo stesso tempo sensibile e questo traspare nella sua musica.

D. In Fumo sempre troppo, il tuo ultimo singolo, il beat sembra rimandare a sonorità provenienti dalla trap americana. La vertiginosa velocità nell’articolare le parole sembra accomunarti a Qveen Herby, sei d’accordo?

R. Io adoro Qveen Herby, la trovo una performer spettacolare, mi piace molto il suo stile e non nego che mi ispiro spesso a lei.

D. Vita di strada, violenza, droga, crimine, soldi sono tematiche ricorrenti della musica trap. Tu sembri discostarti contenutisticamente, almeno in parte, dal genere…

R. Vero, più o meno la trap si identifica in quelle tematiche, non necessariamente però. I testi delle mie canzoni sono tutti firmati da me e sono vicini al mio mondo, cerco di raccontare la realtà che vivo; a volte metto in musica sfoghi personali; scrivo sempre e comunque di temi che mi stanno a cuore, di ambienti e caratteri nei quali mi identifico. Magari arriverà anche il giorno in cui mi sentirò particolarmente trasgressiva e parlerò di sesso droga e rock ’n’ roll… chi mai può dirlo!

D. Ne Il centro del mondo del rapper leccese “Kekko Keyes” (tra l’altro anche lui distribuito da La Stanza Nascosta Records) ti sei prodotta in vocalizzi orientaleggianti che ben hanno messo in risalto la tua ecletticità vocale. Come hai affinato, negli anni, la tua vocalità?

R. Prendo lezioni di canto da quando ho 9 anni. Secondo me un buon talento deve essere sempre accompagnato dallo studio della tecnica, per cantare al meglio senza rischiare di farci male. Per questo negli ultimi 6 anni mi sono dedicata allo studio del metodoVocalcaredi Danila Satragno e dopo due ho quasi terminato la master per diventare a mia volta Vocalcoach del metodo.

D. Qual è il segreto per avere un’immagine forte come la tua, anche a livello social? Quanto c’è di costruito e quanto di autentico nello stile insieme colorato e sensuale che ti contraddistingue?

R. Secondo me l’importante sui social è essere se stessi ed essere costantinel proprio percorso. Le persone si devono affezionare alla tua vera natura ed instaurare un rapporto di fiducia e di fidelizzazione. Autentica al 100%, questa sono io, prendere o lasciare!

Per saperne di più:

Articoli su Smarties pubblicate nelle pagine di “Musiculturaonline”:

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