Visita la vecchia versione della rivista su questo indirizzo http://www.musiculturaonline.it/musicult

Nostra intervista al rapper kekko keYes


a cura della Redazione

Intervista al leccese kekko keYes, tra pop, reggae e rap. Di lui abbiamo già presentato, su queste pagine, il singolo Il centro del mondo e relativo video.

Dopo il lungo percorso artistico (2009 – 2018) con la band “LE MENTI FAM”, nota per la collaborazione con Lo Zoo di Radio 105, per il quale ha curato la composizione di sigle e jingle, e per gli importanti opening act (tra gli altri J-AX e Fedez, Marracash, Gué Pequeno, Fabri Fibra, Boomdabash, Noyz Narcos), il leccese kekko keYes ha iniziato la carriera solista. Dal 13 giugno è in rotazione radiofonica e disponibile su tutte le piattaforme digitali, per l’etichetta La Stanza Nascosta Records, il singolo Il centro del mondo (ne abbiamo parlato su queste pagine: http://www.musiculturaonline.it/uscito-il-singolo-il-centro-del-mondo-e-video-del-rapper-kekko-keyes/, n.d.r.), affiancato dal videoclip per la regia di Bruno Mirigliani. Attualmente sta lavorando all’album di esordio solista, di prossima uscita.

INTERVISTA

D. Benvenuto su Musiculturaonline. Ci parli del lungo percorso artistico ((2009 – 2018) con la bandLE MENTI FAM, nota per la collaborazione con Lo Zoo di Radio 105? Cosa ricordi di quella esperienza, che ti ha regalato anche opening act illustri?

R. L’esperienza con il mio ex gruppo mi ha formato tantissimo, sia a livello artistico che a livello umano. Anche se non cantiamo più insieme siamo legati da una forte amicizia. Con la band ho imparato ad esplorare anche territori musicali che non sono prettamente “miei”: nasco come rapper, ma insieme suonavamo musica reggae. La collaborazione conLO ZOO ci ha dato sicuramente un bello slancio a livello nazionale, ma soprattutto nella nostra regione, la Puglia, che ci ha visti protagonisti per 3 anni di seguito di un tour(CICCIORICCIO TOUR) nelle principali piazze della regione. Abbiamo condiviso il palco con i più grandi cantanti italiani e i backstage sono state occasioni per scambiare contatti e acquisire nuove conoscenze ed amicizie.

D. Il primo lavoro della tua carriera solista è stato Sulla mia pelle, brano dedicato a Stefano Cucchi. Che riscontro ha avuto il brano?

R. In realtà ha raccolto molto più di quello che mi aspettavo. Quando si “canta” di argomenti così particolari e delicati non sempre si riesce a fare arrivare il messaggio ed il rischio di subire critiche è molto alto. Per fortuna questo progetto ha avuto molti consensi e sono stato subissato da messaggi di ringraziamento per aver trattato questa vicenda.

D. Sabato 13 giugno in radio e su tutte le piattaforme digitali, per letichetta La Stanza Nascosta Records, è uscito il singolo Il centro del mondo, affiancato dal videoclip per la regia di Bruno Mirigliani. Vuoi parlarci della gestazione della canzone?

R. Il brano è stato scritto nello scorso periodo di quarantena, che tanto ci ha messo alla prova, cambiando di fatto la nostra vita, le nostre abitudini e le nostre certezze. Tutti noi abbiamo riscoperti profumi e sapori del nostro quotidiano che spesso tendiamo a sottovalutare. Si tratta di una canzone estiva, fresca, che vuole offrire una visione positiva e ottimistica del nostro futuro; è un inno alla vita, un auspicio di vera e propriarinascita condivisa.
Le mongolfiere che compaiono nel video vogliono essere i cuori pulsanti del mondo, che si intercettano, si uniscono e viaggiano insieme nell’universo migliore che conosco, quello della musica.

D. Come è nata l’idea di inserire nel singolo i vocalizzi della cagliaritana Smarties?

R. Grazie alla mia etichetta, con la quale abbiamo un confronto quasi quotidiano e non perdiamo l’occasione di scambiarci idee e suggerimenti. Io cercavo qualcosa di “esotico” da inserire, così il mio produttore Salvatore Papotto ha proposto l’idea di provare ad inserire Marta (Smarties, n.d.Rr.), ed il risultato credo sia stato davvero azzeccato.

D. Cosa pensi del crossover in musica, della contaminazione di stili diversi? Ritieni che la tua musica sia etichettabile in un genere?

R. Senza dubbio il rinnovarsi e provare nuovi orizzonti musicali può fare solo che bene, ti arricchisci di culture e correnti di pensiero che magari prima di allora non avevi mai avuto modo di sentire. La musica è cultura, è conoscenza, è vita. E, come nella vita si conoscono nuove persone, così nella musica si esplorano altri generi. Oggi ho raggiunto la mia maturità artistica e la mia musica si sta delineando sempre più come pop; tengo però sempre ben salde le radici e le contaminazionirap ereggae.

Per saperne di più:

Commenti

commenti