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Musica e magia con “Johann Sebastian Circus”


di Andrea Ascani

Bach rivisitato ai giorni d’oggi da Circo El Grito con “Johann Sebastian Circus”, tra musica e la magia del circo moderno in uno spettacolo onirico e visionario, a Pesaro. A grande richiesta si replica fino al 28 luglio.

[Il circo] è una specie di specchio in cui la cultura si riflette, condensata e allo stesso tempo trascesa. 

Ho sempre avuto un rapporto particolare con il circo.

Da un lato il fascino per quella stravaganza, quelle eccezionali capacità balistiche e acrobatiche, quel senso di dedizione al lavoro, consapevole che solamente una vita di allenamento duro, costante e quotidiano potesse portare al raggiungimento di risultati tanto perfetti da poter sembrare quasi “semplici”. Dall’altro quel senso di cupezza, mistero, tristezza dei clown, il sentore di disagio di quando da bambino mi vestivano da Pierrot, l’incalzare stanco degli animali forzati in un ambiente non loro. La consapevolezza di vivere una vita prigioniera in un carrozzone errante, senza mai poter metter radici.

E nel tendone allestito al Parco Miralfiore di Pesaro, già dal di fuori, queste emozioni riemergono tutte, inevitabilmente.

È chiaro da subito che la musica sarà parte viva e integrante dello spettacolo. Johann Sebastian Bach, campione mondiale di musica barocca in carica è tornato dal passato e siede dietro un piano elettrico / batteria in cui la melodia del preludio n°2 si mescola alle percussioni e al tunz tunz moderno che lo rende, incredibilmente, più familiare e contemporaneo. Un Bach coinvolgente, armato di boleadoras, capace di improvvisare un tip tap a ritmo, di coinvolgere il pubblico nella costruzione di una storia e che cerca, per quanto possibile, di interagire con gli altri personaggi dello spettacolo.

Un clown triste – troppo somigliante a Riff Raff (Rocky Horror Picture Show) per non cogliere l’adorata citazione – solo, brutto e impacciato, ma capace di sfoderare il suo miglior sorriso e le sue straordinarie doti di equilibrista con un bicchiere di vino, una palla o, toh, un palloncino.

Un piccolo folletto irrequieto, incapace in apparenza di placare la foga, necessitante di indossare quegli stivali pesanti che ne limitano i movimenti ma che la rendono apparentemente sicura, che invece li libera, una volta senza, volteggiando in un balletto a due o appesa a una struttura di corde.

 “Niente animali, tanta destrezza e un tendone stracolmo di poesia e fantasia. 

Circo El Grito è una delle due compagnie italiane di circo contemporaneo riconosciute dal Ministero dei beni e delle attività culturali che, nel 2015, ha ottenuto il punteggio più alto sulla qualità artistica di tutto il settore circo. Con otto spettacoli all’attivo e più di mille repliche in tutta Europa, la compagnia rappresenta un grande motore per la sperimentazione che, codificata sull’irrefrenabile curiosità dei suoi due co-fondatori, l’acrobata Fabiana Ruiz Diaz e l’artista multidisciplinare Giacomo Costantini, spazia tra gli ambiti della danza, del teatro, della musica e della letteratura.

C’è chi preferisce chiamarlo “circo contemporaneo”, chi invece lo classifica come “teatro-circo” o usando il francese “autre cirque”, insomma già dal nome emerge una delle caratteristiche peculiari di questa forma d’arte: l’irriducibile volontà a non chiudersi in un genere o in un tipo di rappresentazione.

Uno spettacolo vivace e articolato, introspettivo ma complesso, in piena rappresentanza del genere di cui sopra. Se fosse un libro sarebbe un bestseller young adult, se fosse musica, arte, teatro… sarebbe esattamente se stesso.

C’era una volta…

“un re!” diranno alcuni,

“una principessa!”, incalzeranno altri.

Nient’affatto, c’era una volta…

un canguro!

che sapeva ballare!

e che aveva un potere magico nascosto… sapeva ballare molto bene!

e decise di fare un viaggio, in Europa, insieme alla sua fidanzata!

A grande richiesta prosegue per altre due settimane Stupor Circus, il primo festival internazionale di Circo Contemporaneo promosso dal Comune di Pesaro con l’AMAT e la collaborazione di Circo El Grito al Parco Miralfiore di Pesaro. La grande partecipazione di pubblico – tutti gli spettacoli sono stati sold out – ha spinto gli organizzatori ad ampliare il programma con altre sei rappresentazioni, sempre nel magico Chapiteau di Circo El Grito, allestito per l’occasione al Parco Miralfiore (piazzale sul retro del bar). La formula è la stessa; si alternano tre spettacoli che, tra divertimento, poesia, stupore e magia, continuano ad animare le serate estive pesaresi di grandi e piccini: giovedì 18 e sabato 20 luglio Uomo calamitadomenica 21 luglio Scratch & stretch, spettacolo non presentato nelle settimane scorse. Giovedì 25sabato 27 e domenica 28 luglio torna invece a grande richiesta Johann Sebastian Circus.

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