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“METAMORPHOSIS” chiude l’edizione 2019 di Civitanovadanza

Fotografie di Andrea Macchia


di Elena Bartolucci

Con “METAMORPHOSIS” si è chiusa l’edizione 2019 di Civitanovadanza. Uno spettacolo di danza contemporanea, creato da Virgilio Seni,suggestivo ma poco abbordabile per un pubblico di non addetti ai lavori.

Civitanova Marche – Venerdì 2 agosto, presso il teatro Rossini, è sceso definitivamente il sipario sull’ultima edizione di Civitanovadanza con lo spettacolo METAMORPHOSIS.

Inspirandosi proprio al concetto di mutamento, Virgilio Seni ha creato questa coreografia sicuramente suggestiva ma allo stesso tempo difficile da comprendere a pieno per i non addetti ai lavori.

Più che un balletto vero e proprio, caratterizzato solitamente da numerose prese e volteggi, l’intera coreografia “cerca di essere una meditazione sull’infinito del gesto”.

Il palcoscenico, completamente vuoto, è stato strutturato in tre livelli, creando così un senso di profondità e al contempo un’idea di fuori fuoco, da cui pian piano i danzatori sono riusciti a emergere, avanzando a fatica da ciascuna “divisione” in semi-trasparenza.

“Nel chiaro del corpo, nelle qualità della luce e dell’ombra, nella natura delle cose, ogni danza giunge davanti come un esercizio di ascolto che richiama all’animale e alla natura”.  Infatti, molti dei movimenti iniziali ricordavano quasi un fare animalesco, cadenzato da gesti ripetuti e spesso dal ritmo frammentato.

“Danze che arrivano e tornano dal fondo come una pulsazione continua di avvenimenti, d’incontri fiabeschi, originati ogni volta dall’addentrarsi in uno spazio boschivo. […] danze che narreranno d’inciampi, errori, ma anche di leggende che il corpo custodisce”.

La “noia” che sarebbe potuta trapelare dalla difficoltà espressa dai danzatori in scena di non riuscire ad avanzare e tornare spesso indietro è stata sicuramente mitigata da un uso formidabile delle musiche che ha invece saputo creare il giusto pathos per l’intera serata.

Nonostante un intreccio narrativo piuttosto indecifrabile e un utilizzo criptico di alcuni elementi onirici (ad esempio, il palesarsi al centro del palcoscenico di un alce), i ballerini hanno comunque ricevuto un caloroso applauso finale dal (purtroppo poco) pubblico in sala.

La coreografia e lo spazio sono firmati da Virgilio Sieni. Gli ottimi interpreti in scena sono stati Marina Bertoni, Giulia Gilera, Maurizio Giunti, Andrea Palumbo e Sara Sguotti.

Le musiche sono del grande musicista estone Arvo Pärt (Cantus in memory of Britten, Da pacem domine, Fur lennart in memoriam, Greater antiphons, Psalom, Sequentia, Silouans song, Trisagion).

Le particolari luci fredde sono di Mattia Bagnoli e i costumi minimali, che creano l’illusione ottica di una seconda pelle, sono invece di Elena Bianchini. Il balletto è una produzione 2019 della Compagnia Virgilio Sieni con la coproduzione di Bolzano Danza.

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