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L’intelligenza del cuore secondo Lella Costa

Un omaggio in chiave teatrale-musicale dedicato da Lella Costa a tutte le “traviate” del mondo, nella cornice dello Sferisterio di Macerata.

Fotografia Alfredo Tabocchini


di Elena Bartolucci

Macerata – Giovedì 2 agosto sul magnifico palcoscenico dello Sferisterio, all’interno della serata “Notte dell’Opera”, torna Lella Costa con un’opera teatrale-musicale scritta con il regista Gabriele Vacis per rendere omaggio a tutte le “traviate” del mondo.
La Traviata di Verdi, infatti, sembra essere quasi solo un pretesto per poter raccontare la storia di una donna, una bellissima creatura, che solo verso la fine della sua vita riesce a capire davvero il significato di amore incondizionato.
Come lei, molte altre donne nel corso della storia sono infatti divenute famose per le proprie disgrazie amorose. La storia di Violetta può quindi essere accomunata tranquillamente a quella di tante altre creature dall’animo fragile e tormentato, quali Marylin Monroe e Maria Callas, entrambe tanto talentuose ma altrettanto sfortunate in amore.
La mattatrice calca il palco, spoglio di qualsiasi ornamento scenografico, vestita per la prima parte dello spettacolo in un sontuoso abito in bianco e nero ricoperto di paillettes (che non sembra essere esattamente della sua taglia) e con i capelli appuntati in un’acconciatura come a ricordare le gran dame dell’Ottocento, che poi scioglie per mostrare la sua chioma (posticcia) e abbigliarsi in una meravigliosa cappa in seta dal tema floreale.
Il suo racconto prende vita narrando principalmente le varie tappe dell’amore impossibile tra Violetta e Alfredo, intervallato ogni tanto dalle arie e dai duetti più famosi tratti appunto dall’opera verdiana. Nel frattempo però l’attrice è riuscita a inserire nell’intreccio narrativo persino alcuni riferimenti al celebre romanzo di Alexandre Dumas, La signora delle camelie, e persino degli spunti di riflessione tratti da un repertorio decisamente più contemporaneo, citando ad esempio le parole di De André, Mia Martini o della canzone La cura del maestro Franco Battiato.
Violetta non è solo un personaggio fine a se stesso. Violetta è una donna e come tale incarna la storia di tante altre femmine e ragazze che non hanno visto corrispondere il proprio amore. Ogni donna è stata prima di tutto una bellissima bambina a cui spesso la vita non è riuscita a donare tutto quello che aveva sempre sognato di ricevere, ma soprattutto l’amore che meritava e di cui aveva bisogno.
Come dichiarato dalla stessa Lella Costa: “[…] l’intelligenza del cuore è quella messa in campo quando si ama: la capacità di cambiare la propria vita quando sfugge, restituirle un appiglio quando sembra scivolare via.”
Mai un racconto così “datato” si è dimostrato ancora tanto attuale. In concomitanza con il polverone mediatico che è stato giustamente sollevato dal movimento #metoo di matrice femminista, questo spettacolo non poteva essere messo in scena in modo più magistrale grazie alla sagacia e alla vena umoristica di una gran donna, nonché meravigliosa attrice, quale Lella Costa. L’attrice è riuscita a dare vita a una rappresentazione divertente e profonda allo stesso tempo, parlando persino di sfruttamento e prostituzione.
Le musiche di Simone Soldati sono state eseguite dal vivo da Davide Carmarino al pianoforte, mentre la scenofonia, i luminismi e lo stile portano la firma di Roberto Tarasco.
Il soprano Scilla Cristiano e il tenore Chung Man Lee sono stati invece due ottimi interpreti delle celebri arie tratte dall’opera lirica.

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