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“L’anima buona di Sezuan” di Brecht al Ventidio Basso di Ascoli Piceno

Le prime tre foto sono di © Luigi Cerati; le altre di © Manuela Giusto


di Fiorella Bonfigli

Al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, per la nuova stagione teatrale, è andata in scena, il 13 e 14 novembre, L’anima buona di Sezuan di Bertold Brecht con l’ottima Monica Guerritore nel ruolo di interprete e regista.

È approdata al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno la piece teatrale di Bertold Brecht L’anima buona di Sezuan, mirabilmente interpretata da Monica Guerritore e dal cast della compagnia “La contrada” del teatro stabile di Trieste. La Guerritore, bravissima nel doppio ruolo di Shen Te, la umile prostituta, e dell’avido cugino Shui Ta, ha curato la regia ed ha voluto omaggiare Giorgio Strehler, suo maestro, proponendone una versione molto legata a quella del 1981 del maestro stesso.

Il pubblico ha apprezzato, inoltre, l’impianto scenografico, il gioco di luci e la scelta delle musiche che hanno accompagnato lo spettacolo. Su una piattaforma girevole, cambiano le scene, cadono e si azzuffano i protagonisti che a volte si muovono come burattini, così caratterizzati da diventare sia macchiette, sia realistici e con essi cresce il bisogno di dimostrare che i buoni possono ancora vivere su questa terra.

Un teatro, come già indicato dalla stessa Guerritore, fatto di impegno politico e civile ed è proprio la denuncia del dramma della povertà uno dei temi principali dello spettacolo.

Il testo di B. Brecht non ha perso la forza espressiva e la capacità di parlare al suo pubblico: la grazia e la gentilezza di un personaggio anacronistico come Shen Te, dominano e continuano, fino alla fine, a turbare lo spettatore, abituato ad un mondo dominato dalla violenza e dalla prepotenza.

L’anima buona di Sezuan di Bertolt Brecht

ispirata all’edizione di Giorgio Strehler [Milano 1981]

  • traduzione e adattamento Roberto Menin
  • interpretato e diretto da Monica Guerritore
  • scene Luciano Damiani
  • realizzate da Salvo Manciagli
  • aiuto-regia Antonello Capodici
  • produzione ABC Produzioni e La Contrada Teatro Stabile di Trieste

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