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L’8 maggio esce “REC IT BE” per i Reclab Studios. Nostra intervista a Larsen Premoli


a cura della Redazione

Per celebrare gli undici anni di attività dei celebri studi di registrazione milanesi i “Reclab Studios” producono l’omaggio a LET IT BE dei BEATLES con la partecipazione di settantatre artisti italiani. Tutto il ricavato dell’iniziativa andrà in beneficenza all’associazione no-profit Oscar’s Angels Italia, che opera con volontari in tutte le principali strutture oncologico-pediatriche. Abbiamo intervistato Larsen Premoli, produttore, musicista e titolare dei famosi studi milanesi.

Video presentazione del progetto:

Da venerdì 8 maggio sarà disponibile in digital download e sulle piattaforme streaming “Rec It Be”,disco progetto che omaggia la pietra miliare della musica Let It Be dei Beatles,che nella stessa data festeggia i cinquant’anni dalla pubblicazione.Il lavoro,che vuole celebrare gli undici anni di attività degli studi di registrazione milanesi RecLab Studios di Larsen Premoli, riproduce fedelmente il celebre album dei Fab Four, grazie alla partecipazione di settantatre artisti nazionali, tutti frequentatori dei celebri studi di registrazione milanesi, che per l’occasione hanno dato vita a un grande gruppodenominato “Sgt. Pepper’s Only RecLab’s Band”.“Rec It Be” sarà presentato dal vivo sabato 9 maggio, dalle 20.30, sul palco del Legend Club di Milano (Viale Enrico Fermi 98, ingresso 14 euro su TicketOne),in uno show irripetibile, che vedrà coinvolti i settantatre artistipresenti sul disco accompagnati da alcunispecial guesti cui nomi verranno svelati nelle prossime settimane, edurante il quale sarà possibile acquistare “Rec It Be” in CD Limited Edition.

Il progetto “Rec It Be” prende vita ufficialmente ai RecLab Studios il 12 settembre 2019 con l’inizio delle sessioni di registrazione, che si protraggono fino a ridosso di Natale. Seguirà una meticolosa post-produzione con ricercate apparecchiature vintage dell’epoca. Le tracce rispecchiano seguendo la perfetta linea temporale dei brani originali per mantenerne il feeling rispettando le parti musicali e gli strumenti utilizzati dai Beatlesper produrlo nel 1969. Gli arrangiamenti si ispirano alla versioneNaked pubblicata nel 2011, quindi senza le aggiunte orchestrali e corali volute da Phil Spector nella versione originale del 1970.

Le canzoni:

01 Get  Back
02 Dig a Pony
03 For you Blue
04 The Long and Winding Road
05 Two of Us
06 Maggie Mae
07 I’ve got a Feeling
08 One After 909
09 Don’t let me Down
10 I’ve got a Feeling
11 Across The Universe
12 Dig it
13 Let it Be

Gli artisti della “Sgt. Pepper’s Only RecLab’s Band”: Deneb Bucella, Loris Bersan, Lorenzo Pasquini, Gianluca Bonelli, Vanni Antonicelli, Max Castellani, Lorenzo Mari, Davide Scopazzi, Mattia Dambrosio, Riccardo Mari, Gabriele Civitarese, Luca Stasi, Giovanni Mori, Antonio Magrini, Luca Cirio, Alessio Premoli, Tania Tiozzo, Davide Mancini, Leonardo Barbierato, Lorenzo Morra, Pier Panzeri, Paolo Longhini, Jody Brioschi, Andrea Dominoni, Marlon Bergamini, Massimo “Maffo” Vignali, Ruben Minuto, Carlo Ozzella, Alessio Maraschio, Domenico Vena, Riccardo Quagliotti, Federico Cavaliere, Maurizio “Dr. Feelgood” Faulisi, Simone Leoni, Federico Cataleta, Riccardo Grillo, Giulio Petrella, Roberto Binetti, Pacho, Alex Rossi, Sergio Cerina, Davide Taccagni, Federico Paulovich, Matteo Balani, Ralph Salati, Massimo Bontempi, Paolo Colavolpe Walter Calloni, Orazio Nicoletti, Davide Calloni, Marco Venturini, Michele Spadaro, Carlotta Baroni, Fracesco Saracino, Marco Battistella, Zimo Cristriani, Lorenzo Martelli, Giulia Osservati, Riccardo Berticelli, Mattia Frassinetti, Alessandro Passera, Simone Vaccaro, Jacopo Martignoni, Erica Spozio, Roberto Paladino, Marco Parenti, Roberto Ferrante, Riccardo Di Paola, Luca Pasqua, Salvo Vinci, Giuly Jackson, Maria Vittoria Boemi, Elisa Trovato, Larsen Premoli.

“Rec It Be” sarà presentato suoi social di RecLab Studio con un film documentario a puntate che racconta con interviste e videoriprese tutte le fasi di realizzazione del progetto attraverso le testimonianze degli artisti coinvolti. La premiere andrà in onda domenica 9 Febbraio, anniversario degli undici anni di attività degli studi, e poi, da martedì 11 Febbraio, in onda ogni martedì per le seguenti tredici settimane saranno pubblicati i tredici episodi singoli, per oltre 100 minuti di show entertainment.

L’intero costo del progetto è finanziato da RecLab Studios e ogni ricavo (biglietti del concerto, CD, merchandising, offerte…) sarà donato all’associazione no-profit Oscar’s Angels Italia, che opera con volontari in tutte le principali strutture oncologico-pediatriche per portare assistenza, aiuto e momenti di gioia ai bambini e ragazzi affetti da gravi patologie, nonché sostegno ai genitori e alle famiglie.

INTERVISTA

D. Larsen Premoli. Produttore, musicista e titolare dei famosi studi di registrazione milanesi Rec Lab. Presentati ai nostri lettori

R. Ciao! Dunque, ho iniziato da bambino con lo studio del pianoforte, per poi dedicarmi parallelamente allo studio di altri strumenti (chitarra, basso), e già da adolescente a sperimentare con “primordiali” tecniche di incisione. Terminati gli studi classici mi son dedicato ad approfondire linguaggi moderni partendo dal jazz… e ho avuto tante, tantissime band, con le quali ho suonato, e inciso dischi, spesso occupandomene in modo sempre meno amatoriale in prima persona; nel contempo i miei studi didattici volgevano all’ambito della comunicazione musicale. Alla fine questa seconda passione ha avuto la meglio e l’ho professionalizzata undici anni fa aprendo i RecLab Studios e passando ufficialmente “dall’altro lato del mixer”. Oggi dedico il mio tempo dalla mattina alla sera 7 giorni su 7 tentando di tramutare in audio i sogni degli artisti che mi affidano questa responsabilità, vestendo con la miglior forma le loro composizioni, e fotografandone le performance, qui nel mio coloratissimo atelier sonoro.

D. Ti incontriamo in occasione di un progetto particolare: la pubblicazione, il prossimo 8 maggio, del disco “REC IT BE”, nel quale con 73 artisti italiani riproponi LET IT BE dei Beatles. Raccontaci tutto

R. La scorsa estate ho incontrato la presidente di Oscar’sAngels Italia, un’associazione di volontari che opera nei reparti oncologico-pediatrici dei nostri ospedali portando assistenza e sostegno utilizzando la musica come principale mezzo. Sono stato insignito del ruolo di consigliere musicale e già da qualche anno organizzo con i RecLab Studios progetti per sostenerli economicamente. Abbiamo convenuto che era ora del “secondo round” così ad agosto ho alzato il telefono e ho messo assieme in meno di 48 ore la “Sgt. Peppers Only RecLab’s Band”, una banda di 73 musicisti che rappresentano un numero ancor più allargato di artisti e band che hanno scelto RecLab come casa base per le loro produzioni degli ultimi anni. Con loro da settembre a dicembre abbiamo re-inciso tutto l’album “Let it Be” che il prossimo 8 maggio festeggerà 50 anni dalla sua prima pubblicazione! Tutti gli artisti hanno rilasciato anche delle interviste dopo la performance e tutto questo materiale video è stato raccolto e montato in un film-documentario (proprio come avvenne per Let it Be nel 69) che esce settimanalmente per 13 settimane sul nostro canale YouTube, raccontando il making of dell’album, e la storia del 1969 londinese dei Beatles, accompagnandoci all’8 maggio, data di pubblicazione dell’album, e soprattutto al 9 maggio, data in cui terremo un live-show gigantesco al Legend Club di Milano, con TUTTI gli artisti e qualche ulteriore sorpresa! Tutto il ricavato dai biglietti del concerto, della vendita dei dischi e di un po’ di merchandising che abbiamo prodotto, oltreché dalle vendite in digitale di ITunes, sarà interamente versato nelle casse dell’associazione, senza copertura di spese, delle quali se ne sono occupati i RecLab Studios. Segnalo che su ITunes il disco è già preordinabile, altrettanto in versione fisica tramite RecLab.it/recitbe con un offerta Paypal, e che i biglietti per lo show sono in vendita sul circuito Ticketone e ciascun biglietto vale 5€ spendibili per l’acquisto del disco la sera stessa dell’evento, biglietto alla mano!

D. Non sei nuovo a certe cose. Sempre con la stessa formula, hai pubblicato qualche anni fa THE RTETURN OF THE DARK SIDE OF THE MOON, riregistrazione del mitico THE DARK SIDE OF THE MOON dei Pink Floyd. Come scegli quale capolavoro della discografia riproporre al tuo pubblico?

R. Diciamo che inevitabilmente vado a toccare quelli che sono innanzitutto i miei gusti, cercando ovviamente album di grande valore e fama per accogliere il gusto di un vasto numero di utenti, nonché album di adatta realizzazione per organici di strumentisti classici quale è la mia utenza principale (voci, batteria, basso, chitarre, tastiere…). Infine devono essere dischi ben riproducibili dal vivo, in previsione dello show! Fatte queste premesse giochiamo anche con una cabala numerica legata all’età dello studio… ad esempio DarkSide è l’VIII album dei Floyd e l’abbiamo fatto nell’ottavo anno di vita di RecLab… e così via…

D. In queste avventure ti fai affiancare da decine di artisti italiani, tutti amici del tuo studio di registrazione. Vivendo a così stretto contatto con musicisti più o meno emergenti, quale è la tua idea sulla situazione musicale italiana?

R. Il mercato è in crisi, inutile negarlo, e dove non lo è lo è senz’altro il linguaggio musicale contenuto nei prodotti (e non mi si venga a vendere che la roba che giro adesso è un’evoluzione… io la reputo caso mai una conseguenza). C’è una cosa fondamentale che trovo sia cambiata: solo una decina di anni fa, per un adolescente era molto più appetibile e gratificante avere una band, di conseguenza trovo che fossero molti di più i gruppetti nati per sfizio e voglia di apparire, tanta scena, “ehi guarda esisto sono figo”, quando poi dietro ai myspace e facebook-profile super appariscenti, con videoclip photoset e immagine curatissima, c’erano un branco di cialtroni incapaci di suonare le proprie composizioni, figlie di un sempre minor tempo e attenzioni dedicategli, in studio per lo più fatte col computer, e molto spesso “musicisti” anche incapaci di suonare i propri strumenti. Oggi avere una band non è più così “cool”, oggi se vuoi apparire trovi l’amico che non ci mette la faccia ma che spippola vai a casa sua ti fai mettere in fila 4 beat (o lo scarichi già fatto da youtube) una bella spalmata di auto-tune sul microfono da 30€, dici una decina di frasi e sei pronto a uscire su spotify con il tuo successo per il quartiere prodotto al pari di quello che sta in cima alle classifiche.
Questa “premessona” per arrivare dove? Più passa il tempo, più chi suona e sceglie di suonare mi accorgo che lo fa davvero per necessità, i nuovi giovani che mi passano in studio son preparati, nei loro strumenti, spendono molte attenzioni e tempo nel capire e nel ricercare cosa comporre, e diavolo, negli ultimissimi anni ho avuto il privilegio di registrare alcune canzoni e dischi di una bellezza rara, che ti fa veramente voglia di dire “waho, ecco un nuovo rinascimento, ecco ci siamo, loro salveranno la bellezza e la faranno risplendere”… peccato che questa bellezza oggi non ha spazio, per essere capita, ascoltata, riconosciuta. Il mio impegno appena terminata quest’avventura beatlesiana sarà fare qualcosa con loro, prendendoli per mano, e trovando un meccanismo per slegarci da tutto quello che oggi è consuetudine, le piattaforme, i social, le guerre dei poveri, dei numeri… l’aver abituato la gente a prezzare con lo zero il valore di poter fruire del sacrificio che sta dietro alla realizzazione di un’opera, ascoltandola su piattaforme gratuite a qualità ripugnante. Questa bellezza va salvaguardata, e dobbiamo a mio avviso smettere di cercare di ficcarla a tutti i costi nelle orecchie dei maiali tediandoci quando non la considerano, dato che alla fine vogliono solo accontentarsi ingolfandosi di putride ghiande. Sono positivo, lo sono sempre… l’underground italiano per concludere quindi è meraviglioso, e lì c’è musica, di valore… e se prima ce n’era altrettanta ma in mezzo ad un sacco di inutilità, oggi ce n’è in generale molta meno, ma si sta preservando in miglior percentuale quella buona. Tutto ciò che vedrete in tv, sentirete alla radio, e che chiamano musica le poche volte ci ficco le orecchie mi rendo conto che è roba che si sbriciola di fronte a ciò che ho sentito io e pochi altri “qui fuori”. Sporcatevi le mani, andate a cercarla, se no, avanti, la vostra golosissima ciotola di ghiande anche oggi è facilmente servita.

D. Il 9 maggio presenterete “REC IT BE” dal vivo al Legend Club di Milano. Come si svolgerà il concerto?

R. Sarà uno show lungo, avvincente, con una scenografia speciale che abbiamo già realizzato, e per il quale curerò personalmente dalla sala il suono portando un po’ di strumentazione di alto profilo dagli studios. Ci sarà una prima parte dello show in cui una serie di ospiti “extra album” scalderanno i motori con alcuni brani dei FabFour rivisitati nei loro rispettivi stili, non posso ancora annunciare i nomi delle band ma ci sarà qualche chicca speciale… Dopodiché andrà in scena “Rec it Be”, per intero, così come l’abbiamo inciso con un continuo velocissimo via-vai degli oltre 70 artisti coinvolti. Sul finale di serata potrei anche decidere di sganciarmi dal mixer e togliermi un piccolo sfizio sul palco, ma per questo, credo che lascerò l’ardua sentenza ai possessori del biglietto, che vi ripeto, consiglio di acquistare al più presto: chi c’era all’evento di “DarkSide” ricorderà le 200 persone rimaste nel parco a origliare qualcosa da fuori. Ci vediamo lì, nel frattempo godetevi il documentario online!

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