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Grande Lojodice-Anna K. a Grottammare

"Le Conversazioni di Anna K.", per la regia di Ugo Chiti, al Teatro delle Energie, regala emozioni e riflessioni di grande attualità .


di Silvana Scaramucci

L’intuizione di Ugo Chiti di stravolgere l’angolo narrativo di uno dei racconti più celebri della Metamorfosi di Kafka ha regalato al teatro italiano uno degli spettacoli più belli fra quelli proposti nell’ultimo decennio. La storia fin troppo nota di Gregor Samsa, l’impiegato-commesso viaggiatore che diventa scarafaggio, densa di riferimenti socio-contestuali da porgere il fianco a letture psicoanalitiche, politiche, autobiografiche (e chi più ne ha più ne metta come si continua a fare a scuola), riacquista, a cento anni circa dalla sua stesura, una freschezza vitale proprio per il transfert su Anna K., la serva tuttofare, premurosa, loquace, improvvida quanto si vuole ma libera dalla forma e per di più tenace nell’estrinsecazione di sentimenti istintivi e profondamente umani che, nella lettura di Chiti, diventa l’asse portante dello sviluppo teatrale. E non è che il primo pregio di questo spettacolo che ha aperto la seconda stagione teatrale al Teatro delle Energie di Grottammare (AP), organizzata dall’Amat e dall’Amministrazione comunale e che ha ricevuto il Premio Riccione 2007. Molti altri sono infatti i pregi: la coesione scenica di tutta la compagnia, i costumi azzeccati nel rigore dello stile e dei toni di colore, le penombre degli interni, le scenografie essenziali negli incastri a scomparsa, tutto ha conferito snellezza e godibilità a un testo di per sè concettoso. Ma soprattutto lei, Giuliana Lojodice-AnnaK. ha riconfermato la sua grandezza di mattatrice in un ruolo che, per la prima volta, recita da sola senza il suo inseparabile Aroldo Tieri. E lei, così bella e naturalmente elegante, ha conferito al personaggio chiave di questo ottimo lavoro teatrale un’umanità piena ed empatica per una tragicità del vivere, del lavorare, dell’adattarsi, del trasformarsi ieri come sempre, come anche oggi. Il testo si presta, a nostro avviso, in più d’una battuta anche a qualche possibile interpretazione/riferimento all’attualità.

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