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Gli “Atti Divini” di David LaChapelle in mostra a Torino


di Alberto Pellegrino

Gli “Atti Divini”, la nuova mostra del grande fotografo americano David LaChapelle, è allestita a Torino presso la Citroniera delle Scuderie Juvarriane nella Reggia di Venaria Reale e sarà visibile fino al 6 gennaio 2020.

È stata allestita a Torino, presso la Citroniera delle Scuderie Juvarriane nella Reggia di Venaria Reale, una grande mostra di David LaChapelle intitolata Atti Divini che resterà aperta fino al 6 gennaio 2020, in modo di dare a un ampio numero di visitatori la possibilità di avere una coinvolgente visione dei più significativi lavori del grande fotografo americano. La rassegna è composta da settanta opere di grande e grandissimo formato, che mettono a confronto famose opere dei precedenti periodi della carriera dell’artista con lavori del tutto nuovi.

Passion de Fleur, 2019 © David LaChapelle

Si tratta di un percorso visivo rivoluzionario che testimonia la profonda rappresentazione dell’umanità che LaChapelle realizza da anni per far emergere una espressione artistica ambientata in un suo originale paradiso colorato. LaChapelle è pienamente consapevole che le sue opere nascono da un artificio creativo che gli permette di mostrare attraverso la fotografia la sua straordinaria capacità di narrare se stesso e di raccontare il mondo che lo circonda, mettendo in relazione gli influssi più significativi della civiltà occidentale, del Medioevo, del Rinascimento e della fotografia contemporanea.

Rebirth of Venus, 2009 © David LaChapelle
The Holy Family whith St. Francis, 2019 © David LaChapelle

Le sue immagini più recenti sono frutto di ricerche che gli hanno permesso di sviluppare una dimensione più privata e filosofica e di  mettere al centro della sua opera i temi della religione, della sensualità e sessualità, del rispetto per la natura, temi sviluppati secondo una personale maniera onirica che tuttavia tiene sempre presente la dimensione del reale perché, al contrario delle apparenze, tutto quello che compare nelle sue immagini è il risultato di una ricostruzione reale e non di una  ricostruzione digitale. “Mi sono sempre chiesto – dice La Chapelle – che cosa potrei dare al mondo e mai il contrario. Vedo troppo buio intorno a me. Gli horror sono le cose più viste in tv. Sembra che non abbiamo fatto nessun progresso spirituale e morale da quando nell’antica Roma si assisteva alle torture dei condannati o ai combattimenti tra gladiatori”.

After the Deluge: Statue, 2007 © David LaChapelle
America, 2008-2011 © David LaChapelle

Il grande artista, nato nel 1963, sta attraversando una fase umana e creativa profondamente mistica che lo ha portato alla riscoperta della fede secondo un passaggio che lui definisce “dall’oscurità alla luce”. LaChapelle era convinto di non dover superare i vent’anni, perché tutti i suoi amici sono morti di Aids a quell’età: “Da allora considero la mia vita un regalo extra. In brevi momenti mi sono fatto delle domande, ma non ho mai perso la fede”.

We Forgave Deeply Then Love Flooded Our Hearts, 2017 © David LaChapelle
The Last Supper, 2003 © David LaChapelle
Loaves and Fishes, 2003 © David LaChapelle

Del resto egli ha sempre avuto una concezione visionaria e fortemente spirituale della fotografia, basti pensare a opere come Il Vangelo secondo LaChapelle (2003) con un Gesù che vive in una metropoli americana; i Sette vizi capitali (Gola, Superbia, Invidia, Avarizia, Accidia, Ira, Lussuria) del 2004, che egli trasforma in altrettanti e ironici atti di accusa contro la società consumistica;  la Passion of the Christ (2006) con un Gesù nero coronato di spine; la Piet with Courtney Love (2006); l’eccezionale Deluge (2007), in cui LaChapelle rende contemporaneo l’affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina.

Land Scape Kings Dominion, 2013 © David LaChapelle
Rape of Africa, 2009 © David LaChapelle

Tra le opere più significative della mostra vanno segnalate Rape of Africa (2009), che raffigura Naomi Campbell come una Venere di Botticelli ambientata nelle miniere d’oro dell’Africa; Seismic Shift(2012) con scene legate alla divinità nel mondo moderno; le serie del 2013 Showtime at the Apocalypse, un ritratto della famiglia Kardashian che rappresenta anche le nostre paure, ossessioni e desideri; Land SCAPE Gas, due vivaci ed elettrizzanti progetti di nature morte nelle quali LaChapelle riunisce oggetti comuni per creare raffinerie di petrolio e le stazioni di servizio interconnesse, presentandole come reliquie di una terra bonificata dalla natura. 

Annunciation, 2019 © David LaChapelle

Vi sono infine alcune opere inedite della nuova serie New World (2017-2019), che rappresenta lo stupore dell’artista di fronte alla divinità e la ricerca della spiritualità attraverso scene oniriche e utopiche come la meravigliosa Passion de fleur (2019). Nella mostra è inserita anche unagalleria di ritratti di suoi amici come i fratelli Michael e Janet Jackson, Hillary Clinton, Muhammad Ali, Madonna, Uma Thurman e David Bowie, Leonardo Di Caprio, la modella di origine haitiana Guetcha Tondreau. Quando è stato chiesto al fotografo americano come mai non vi sia un ritratto dell’attuale presidente Tramp, ha detto: “È una persona così folle e assurda che non potrei aggiungere altro. E poi non fotografo i farabutti”. Ha quindi aggiunto che preferisce fotografare “la vastità della natura che mi permette di rimanere umile…mi fa ricordare il miracolo del mondo e l’amore di Dio”.

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