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Giffoni Film Festival: un patrimonio nazionale da tutelare

Tra i film vincitori dell’edizione GFF 2015 anche un italiano negli Elements +6.

Foto di Chiara Bartolozzi ed Elena Bartolucci


a cura di Elena Bartolucci

giffonifilmfestival_musiculturaonlineDifficili, tormentati, romantici, appassionati, avventurosi, tristi e malinconici sono i 98 film che i 3.600 giurati del Giffoni Film Festival hanno dovuto giudicare e premiare nell’edizione 2015 dal tema Carpe Diem.
Ecco di seguito tutti i vari premi ufficiali Gryphon Award che sono stati assegnati.
Grotto, un film sull’importanza dell’amicizia, vince nella categoria Elements + 6. Un lungometraggio italiano interamente girato nelle Grotte di Frasassi, diretto da Micol Pallucca, già produttrice per Mediatrade e fondatrice della Thalia Film ed esordiente dietro la macchina da presa. Il film racconta la storia di tre bambini che costringono un compagno di classe a una prova di coraggio per entrare nel loro gruppo. Ad accompagnare nelle loro peripezie i piccoli protagonisti la colonna sonora originale di Francesco Cerasi e il brano ‘Matrioska’ interpretato dai Two Fingerz con la partecipazione di Lorenzo Fragola. Al secondo posto, invece, The amazing Wiplala dell’olandese Tim Ollehoek.
Nella sezione Elements +10 ha vinto il belga Labyrinthus di Douglas Boswell, in cui realtà e mondo virtuale si incontrano e si scontrano. Al secondo posto il danese The shamer’s daughter di Kenneth Kains.
Basato su una storia vera, una lotta spietata di un ragazzo per salvare l’ultimo pezzo di umanità e dignità in una società oppressiva, il lungometraggio tedesco Sanctuary è vincitore della sezione Generator +13, mentre al secondo posto il norvegese Beatles di Peter Flinth.
Il Gryphon Award Generator +16 è stato aggiudicato all’americano All the wilderness di Michael Johnson, che racconta la storia di James, un adolescente inquieto che lotta per far fronte all’assenza del padre morto suicida. Al secondo posto Standing Tall della francese Emmanuelle Bercot.
Vince invece nella sezione Generator +18 Coin Locker Girl, opera prima del coreano Han Jun-hee, che si è ispirata al genere della tradizione dei cappa e spada del suo Paese per raccontare la storia di una bambina abbandonata in una stazione della metropolitana. Al secondo posto si piazza Gabriel dell’americano Lou Howe.
Per la sezione Gex Doc è stato premiato l’italiano Forever stars di Mimmo Verdesca, un excursus con gli enfant prodige del cinema dal neorealismo a oggi. Secondo posto per il canadese All the time in the world di Suzanne Crocker.
Nella sezione cortometraggi, riservata ai bambini con più di tre anni, ha vinto il francese Captain Fish di John Banana, il ceco The wish fish di Karel Janak si è aggiudicato la sezione +6 mentre al secondo posto si è classificato il tedesco The present di Jacob Frey. Nella sezione +10 ha vinto l’americano The red hunter di Alvaro Ron, secondo classificato l’italiano Two left feet di Isabella Salvetti. Nella sezione +18 (animazione) hanno vinto i russi About a mother di Dina Velikovskaya seguito da My grandfather was a cherry tree di Olga e Tatiana Polietkova, mentre nella +18 (fiction) si sono aggiudicati i premi l’italiano Point of view di Matteo Petrelli seguito dal danese Lukas & The Aspies di Anders Gustafsson.
Tra i premi speciali vanno menzionati nella sezione +3 l’italiano The Mods di Alessandro Portincasa e Antonio Padovan, che ha vinto il “Giotto super Be’ Be'”; nella +13 il coreano Thread of lies di Lee Han porta a casa il riconoscimento dei Cinecircoli giovanili socioculturali; nella +16 il francese Young Tiger di Cyprien Vial si aggiudica il Don Bosco Educational Award; mentre il British Film Institute Certificate è stato assegnato all’inglese The falling di Carol Morley per la sezione Generator +16 e a Coin locker girl per i Generator +18 che ha assegnato anche l’Amnesty International Award ai francesi Beach flags e Fatima. Nella sezione Gex Doc, infine, il canadese All the time in the world ha vinto il Grifone di alluminio e il Premio Cial per l’ambiente. La Direzione artistica del Giffoni Experience ha conferito il premio Ospedale Bambino Gesù al film franco belga Birds of Passage di Olivier Ringer in concorso nella sezione Elements +10. Il premio, istituito da alcuni anni per volontà dell’ospedale pediatrico romano, è stato assegnato al film “per aver raccontato con sensibilità, verità e delicatezza il mondo dei bambini, i loro sogni e le loro aspirazioni; per aver riacceso nello sguardo degli adulti la fiamma antica e vibrante dell’effervescenza infantile”. 
L’edizione 2015, fatta di anteprime, importanti masterclass e soprattutto grandi ospiti nazionali e internazionali (come Mark Ruffalo, Martin FreemanTom FeltonDarren Criss e Orlando Bloom) di grande richiamo di pubblico, si è conclusa con i migliori auspici per il prossimo anno ma anche in diverse polemiche legate specialmente ai problemi atavici degli ultimi anni (per esempio la mancanza dei fondi promessi che ha portato a un forte disagio nei pagamenti) e al poco interessamento di enti pubblici o privati al finanziamento di un festival internazionale che da più di quarant’anni ha permesso a giovani di ogni età e da ogni parte del mondo di approcciarsi in maniera innovativa al cinema in una piccola entità territoriale come la cittadina campana di Giffoni – Valle Piana.
Giffoni Film Festival_ElenaBartolucci“Chiederò al ministro Franceschini di fare una legge speciale per il Giffoni Experience affinché venga tutelato come patrimonio nazionale”. Punta subito dritto al futuro del Giffoni Experience il direttore Claudio Gubitosi, che ha inoltre dichiarato: “Abbiamo frantumato tutti i record dello scorso anno grazie soprattutto alla forza e all’entusiasmo del mio team e nonostante la situazione di precarietà che vive costantemente il Festival”.
Nella conferenza stampa conclusiva iI direttore ha poi annunciato le sue prossime intenzioni: “Voglio dare una scossa all’Italia intera. Vedo troppa archeologia culturale nel nostro Paese. È per questo che noi vogliamo cambiare, senza crogiolarci nei successi del passato. Il 2016 rappresenterà per noi uno stargate, una nuova era, che si inaugura con la Giffoni Multimedia Valley. Vorremmo prendere altri venticinque giovani creativi dai 20 ai 30 anni ma non possiamo farlo se prima non cambiano le cose. Voglio scuotere le coscienze. Vorrei che tornasse in voga lo stile italiano: noi siamo e raccontiamo ‘la grande bellezza’, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di farlo, senza preoccupazioni nel futuro”. Il direttore Gubitosi è deciso a non abbandonare il Giffoni al suo destino e, rivolgendosi anche ai giurati, ha addirittura ipotizzato l’azzardata idea di un moderno crowdfunding, in modo che essi stessi possano diventare anche produttori di Giffoni.
Infine, ringraziando il presidente del Giffoni, Pietro Rinaldi e il sindaco, Paolo Russomando, Gubitosi ha ricordato la sinergia con il territorio. “Venezia aspetta ancora il Palazzo del Cinema da sessant’anni, mentre noi per la Cittadella ci abbiamo messo venti anni e siamo quasi pronti anche con la Multimedia Valley, simbolo di un sistema di collaborazione che ha funzionato”.
Non resta quindi solo che aspettare la prossima edizione del Giffoni Film Festival, a detta del direttore il festival più low cost del paese.

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