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Fano teatro a cielo aperto, presentata la ripartenza del Teatro della Fortuna


di Roberta Rocchetti

Presentato a Fano (PU), nella piazza antistante il Teatro della Fortuna, il calendario degli spettacoli per la ripartenza dopo la pandemia.

La giornata era a rischio pioggia ma anche la morsa di questo crudele 2020 si è allentata per consentire al Teatro della Fortuna di Fano di tenere nella piazza antistante la conferenza stampa in occasione della ripartenza dei teatri dopo il tragico fermo dovuto alla pandemia che ha colpito il pianeta.

Alla presenza delle figure chiave dell’amministrazione e della cultura della città si sono aperte di nuovo le porte di quello che è uno dei pilastri della vita cittadina.

Al microfono la presidente della Fondazione Teatro della Fortuna Catia
Amati, alle sue spalle da sx a dx: Caterina del Bianco (Assessore alla Cultura
del Comune di Fano), Massimo Seri (Sindaco di Fano), Saul Salucci
(presidente dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini)

Il sindaco Massimo Seri ha giustamente messo in luce l’importanza della cultura durante la pandemia, quanto la musica, la lettura, il cinema, etc. ci abbiano sostenuto moralmente in quei giorni scurissimi e quanto la tecnologia sia stata d’aiuto in questo compito e infine quanto cultura e tecnologia da ora in poi debbano continuare ad essere un binomio indissolubile pur senza prescindere dall’indispensabile rapporto dal vivo tra artista e pubblico.
A questo proposito la Presidente della Fondazione Teatro della Fortuna Catia Amati ha ricordato la presenza del canale YouTube del teatro e ha ringraziato chi rinunciando al rimborso dei biglietti ha contribuito al sostentamento del teatro in una fase così drammatica.
Dai vari interventi è arrivata una sottolineatura all’importanza educativa del teatro, l’importanza della figura dell’artista nei momenti di crisi e di come sia quest’ultimo a dover educare il gusto del pubblico e non viceversa, a mantenere sempre alta la qualità delle proposte.

L’attore Fabrizio Bartolucci fedele a questa missione ha quindi letto le Parole sul teatro di Federico Garcia Lorca, scritto che ricorda a chiunque abbia tra le mani un compito fondamentale come quello di gestire l’educazione umana attraverso lo spettacolo l’importanza dell’etica e della lungimiranza, del non dover perseguire solo un guadagno immediato in termini economici ma un guadagno a lungo termine in termini umani.

Saul Salucci presidente dell’Orchestra Sinfonica Rossini ha quindi, dopo gli auguri di rito, presentato il quartetto d’archi che ha intrattenuto i presenti con composizioni che spaziavano dai piccoli miracoli compositivi dei divertimenti mozartiani a Yeasterday ed Eleanor Rigby dei Beatles.

Il Teatro della Fortuna riprenderà la propria attività con due appuntamenti musicali, uno alla Rocca e uno all’Arena Bcc, poi si potrà tornare in sala ad ottobre per i due titoli sospesi in precedenza (Mine vaganti e l’appuntamento con la danza), nonché la nuova stagione sinfonica.
Da gennaio avremo il nuovo cartellone di Fano Teatro e la lirica ripartirà a febbraio. Ovviamente tutto questo in ottemperanza delle nuove disposizioni anti Covid che prevedono una capienza massima di 200 posti.

Appuntamento dunque a sabato 11 luglio quando alla Rocca Malatestiana andrà in scena Così vicine, spettacolo durante il quale si potrà godere del connubio creato dalle voci di Ginevra di Marco e Cristina Donà.

Seguirà il concerto A star is born la cui data non è ancora stata definita.

Ricordiamo inoltre l’appuntamento “RaccontArti” con due nuovi episodi che venerdì 19 e venerdì 26 a partire dalle 19.00 saranno in streaming sul canale YouTube.
Il botteghino del teatro riapre giovedì 18 giugno. Inutile negare che si abbia la sensazione che attualmente il teatro sia una grande e meravigliosa quercia abbattuta da un temporale che nessuno mai avrebbe potuto prevedere, ma ieri al Teatro della Fortuna abbiamo visto rinascere un germoglio dal moncone di quella quercia e abbiamo compreso che le radici sono vive, salde, determinate a nuova vita, molti altri germogli stanno nascendo ovunque, quindi torniamo al sorriso, se ancora la mascherina non consente di farlo vedere agli altri facciamo sorridere anche gli occhi. È importante.

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