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Esce il video “Gloaming” degli Overcoma


di Felice Capasso

Esce oggi 25 novembre il video Gloaming degli Overcoma. Presentiamo la recensione anche del loro disco Ambrosia.

Video verace e grezzo quello di Gloaming, caratteristiche che ha in comune con la musica di Overcoma. Vediamo costoro in un luogo grigio e cupo “cacciare fuori” distorsioni graffianti accompagnate da un cantato abissale. Un tuffo nella Seattle degli anni ’90, come suggerisce la grafica da videocamera vhs all’inizio delle riprese. Un tuffo in sonorità ruggenti che lacerano il nostro petto…

Si direbbe che non rappresenta niente di nuovo Ambrosia di Overcoma, ma…: in questo disco si esplicita il classico grunge rock in stile Seattle di qualche decennio fa con sonorità in gran parte cupe, graffianti, dissonanti e disarmoniche. Nirvana, Melvins ed altri mostri sacri sono sicuramente il punto di riferimento per questi ragazzi. Oltre alle sferzate sonore tipiche del grunge troviamo anche qualche inserto melodico interessante e qualche sfuriata punk che non ci sta affatto male.

Molto apprezzabile il songwriting e la produzione sonora dirty tipica del grunge, molto apprezzabile anche la tecnica e l’inventiva da parte dei nostri che sanno offrirci anche momenti molto intimi come accade per esempio in Game over dove c’è un climax stupendo. Pure il mixing è proprio niente male: tutti gli strumenti dimostrano il loro peso specifico e apportano in uguale densità la loro forza al sound complessivo. Bello l’arpeggio della title-track Ambrosia, una delle migliori della serie, senza dubbio tanto radiofonica ed intima anche questa. Qui come altrove si sfocia nel punk rock. Ascoltando questa band ci vengono in mente anche alcuni Green Day. Il bacino di riferimento sono un po tutti i 90’s indie-alternative rock e pensiamo pure a quello italiano di band tipo Verdena.

I don’t know è il pezzo che più colpisce per il suo carisma e temperamento. Sicuramente ammaliante l’effettistica di Alive che arriva a noi con le sembianze di una ballad tanto poetica e struggente. Come non notare anche l’acustica Happy life che sembra voler mandare il pensiero agli unplugged famosi degli anni 90(Nirvana, Alice in chains). Quindi anche quest’ultima in forma di ballad. Inside the box ci mostra un altro incantevole arpeggio e segue la linea di Happy life, cosa che possiamo dire anche per Lullaby. Un disco sia sfrenato che melodico “Ambrosia”, un disco per gli amanti del “dirty”, per gli amanti di quelle sonorità e stati d’animo della generazione X quando la dissolutezza regnava sovrana per la grande sfiducia e scetticismo verso il mondo di allora. The owl’s death, strumentale magnifica, è forse quella che più ci fa pensare a quegli anni con il suo estro “stridente” e tanto “abissale” che ci ricorda che il mondo “perfetto” e di plastica non esiste: quel mondo è solo una foto con delle crepe che non vediamo ma che mano a mano si fanno sempre più grandi e fanno prima o poi crollare il tutto…Allora lasciamo entrare il sound per tanti versi velenoso degli Overcoma nelle nostre vene…noi che abbiamo tante certezze e pilastri su cui appoggiarci….

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