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“E la chiamano Rimini” omaggia alla grande Ivan Graziani


di Roberta Rocchetti

Nell’ambito della Rassegna “E la chiamano Rimini” il Comune di Rimini ha inserito il tributo ad Ivan Graziani capitanato dai suoi figli Filippo e Tommy i quali con l’Orchestra Rimini Classica hanno dato vita ad un concerto di ottima levatura. I bellissimi arrangiamenti erano di Marco Capicchioni.

Ivan Graziani è nato in Abruzzo, come Gabriele d’Annunzio ad un omonimo del quale dedicò una canzone con l’ironia spesso velata, a volte spietata che gli era propria. In comune con d’Annunzio Ivan Graziani aveva l’anticonformismo, il fastidio per tutto ciò che è pigrizia nel significato più esteso di questa parola, il carattere non facile, la creatività immaginifica, il talento, una erosiva malinconia di fondo e forse lo stesso destino di non essere compreso appieno anche se per motivazioni completamente diverse. Il genio del musicista teramano è stato capito certo, ha ottenuto successi di critica, di vendite, di pubblico ma molto più riteniamo avrebbe meritato questo uomo mai piegato alle esigenze di forma del business discografico, mai preoccupato di qualcosa che fosse al di fuori della sostanza musicale.  Già nella prima giovinezza Ivan risale la penisola spostandosi a studiare prima ad Ascoli Piceno poi ad Urbino, tutte scuole ad indirizzo artistico, Ivan infatti eccelle nel disegno, passione che di pari passo con la musica porterà avanti per tutta la vita dando vita anche a pubblicazioni e mostre.

Inizialmente collabora come strumentista ed autore con artisti del peso di PFM, Lucio Battisti, Bruno Lauzi, Venditti ed Hebert Pagani, poi spicca il volo come figura a sé stante regalando al mondo musicale italiano perle indimenticabili.

E proprio affinché quelle perle siano sempre apprezzate che il Comune di Rimini nell’ambito della Rassegna “E la chiamano Rimini” ha deciso di inserire nella serata di mercoledì 5 agosto un tributo ad Ivan capitanato dai suoi figli Filippo (voce e chitarra) e Tommy (batteria) i quali insieme all’Orchestra Rimini Classica  hanno dato vita, grazie anche ai bellissimi arrangiamenti di Marco Capicchioni, ad un concerto di ottima levatura durante il quale la carriera di Graziani è stata ripercorsa sia attraverso alcuni dei suoi brani più celebri sia attraverso chicche meno conosciute al grande pubblico. Quella Rimini nella cui provincia Graziani ha vissuto per molti anni e dove ora riposa insieme alla sua chitarra.

La scaletta ha privilegiato l’anima rock del musicista, pur non mancando superlative ballate come Lugano Addio, Agnese dolce Agnese, E sei così bella, Firenze canzone triste, la serata ha dunque messo in luce la dirompente energia di musica e testi di Ivan con brani come Pigro, Il topo nel formaggio, L’orchestrale bastardo brano di sconcertante attualità, Il chitarrista, Angelina. Alcuni assoli ed ospitate sono state particolarmente gradite dal pubblico, l’assolo di violino su Monna Lisa di Filippo Mecozzi e l’interpretazione da parte di Sergio Casabianca di Kryptonite, abbiamo personalmente gradito molto quella che Filippo stesso ha detto essere un’eccezione nella scaletta dei suoi concerti e cioè la bellissima Signora bionda dei ciliegi, ci riteniamo dunque fortunati. Degni figli di tanto padre Filippo e Tommaso mostrano professionalità e talento esecutivo, si percepisce l’amore che li lega al genitore e come ha giustamente sottolineato Sergio Casabianca, la responsabilità e la difficoltà dell’essere figli d’arte, oneri che i due ragazzi sostengono però evidentemente con gioia e passione. Alla fine del concerto un pubblico entusiasta ha chiesto a gran voce il bis, generosi i musicisti hanno concesso Limiti e Taglia la testa al gallo. Generosi davvero, un concerto pieno, variegato, studiato, certo un concerto che onora un musicista così fertile ed eclettico come Graziani dovrebbe durare giorni, per questo ci sono rimaste un po’ di voglie, per esempio Dada, Canzone per Susy, Palla di gomma o la stupenda Ballata per quattro stagioni, sarà un buon motivo per tornare ad ascoltarli di nuovo.

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