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“Caveman: l’uomo delle caverne”: Maurizio Colombi al Teatro della Luna di Milano

Crisi del settimo anno? Ti stai per sposare? Vi state lasciando? State per andare a vivere insieme? Caveman è lo spettacolo che fa per te. Recensione di "Caveman: l'uomo delle caverne" con Maurizio Colombi, regia di Teo Teocoli.


di Giuseppe Naso

Milano, 24.03.2018, Teatro della Luna. Attratto dalla sinossi (testualmente riportata nel sottotitolo) di “Caveman: l’uomo delle caverne” ed essendo, a 33 anni compiuti, ancora disperatamente in cerca di una guida per potermi orientare nel travagliato mondo del rapporto uomo/donna, sabato 24 marzo individuo nel Teatro della Luna quella che può temporaneamente considerarsi la nuova Mecca dei “diversamente” latin lover.
Sia ben chiaro: io sono una pippa totale in ambito femminile, indipendentemente dal contesto (ciao Ila e Marika, è stato bello). La mia situazione é talmente drammatica che se avessi esposto al medico un compendio delle mie gaffe con il gentil sesso, sicuramente, il biglietto per lo spettacolo me l’avrebbe offerto il sistema sanitario nazionale.

Perché gli uomini sono tutti stronzi?
Questa è la domanda chiave attorno alla quale si sviluppa l’esilarante Caveman, per la regia di Teo Teocoli e interamente interpretato da Maurizio Colombi – alfiere dei family show in Italia, autore e regista di musical quali We Will Rock You, Peter Pan, Rapunzel e La Regina di ghiaccio – in un viaggio temporale e introspettivo alla ricerca di una risposta che possa placare gli animi di tutti.

Esiste? Forse.
Ma ne vale la pena? Assolutamente si e sono i numeri a sbalordire: oltre 150.000 spettatori solo a Milano, più di 350.000 in tutta Italia dal 2009 a oggi in centinaia di repliche, per “Caveman: l’uomo delle caverne”, il più famoso spettacolo sul rapporto di coppia a livello planetario, scritto dall’attore Rob Becker e interpretato dallo stesso a partire dal 1991 sul suolo americano. Vincitore del PREMIO LAURENCE OLIVER come Miglior Spettacolo d’Intrattenimento, è in scena contemporaneamente in 30 Paesi nel mondo e tradotto in 15 lingue per un totale di 10 milioni di spettatori.

Cacciatore o raccoglitrice?
Premetto da subito che lo spettacolo è godibile e tremendamente comico, si ride parecchio e il target di pubblico a cui é rivolto va dagli 8 fino ai 110 anni (previa prescrizione medica per Viagra). La scenografia è essenziale ma funzionale: accolti in un salotto in vero stile “Flinstonedall’irriverente Maurizio Colombi, accompagnati dalla Cave Band – un vero e proprio complesso composto da 4 musicisti (Davide Magnabosco, Angelo Di Terlizzi, Alberto Schirò e Americo Costantino) – intraprenderemo un viaggio alla riscoperta delle nostre origini antropologiche, quando nell’età della pietra l’uomo armato di lancia si prodigava per i boschi a caccia «focalizzando tutto se stesso su un solo obiettivo», mentre la donna «già multitasking» si occupava di raccogliere i frutti della terra.

I napoletani vengono sempre dispari…
Ho adorato la parte dell’appello con stoccata ai simpatici napoletani e mentre passavano i minuti, maturava in me la convinzione che a rendere unico Caveman è l’empatia e la grande interattività che si crea con il pubblico,  parte integrante dello spettacolo e inconsapevole spalla comica, oltre che bersaglio, dell’istrionico Maurizio Colombi. Un elegante one-man show, dove battute a raffica «il più alto tasso di mortalità maschile è dovuto all’infarto, causato dai piedi gelati delle donne», momenti emozionali, ospiti a sorpresa e tanta musica (Teorema su tutto), conducono in scioltezza lo spettatore alla fine delle due ore che compongono lo spettacolo.

In conclusione, dopo aver visto Caveman potrò SCO-PA-RE di più?
Ehm…NO! Però scoprirai come uomo e donna, due culture differenti che da sempre si fanno compagnia e scontrano, una volta compresi e capiti possano diventare «una forza inarrestabile» e ti divertirai un mondo nel farlo. Unico neo: alcune gag risultano leggermente agée e mancano tutte le dinamiche moderne nate nel rapporto uomo/donna, soprattutto quelle relative all’avvento dei social.

Nel frattempo ritorno a casa, sicuro che per me l’epoca delle pessime figure con le donne (auguri Ila) non è ancora conclusa mentre non riesco a togliermi dalla testa queste parole: «per l’uomo delle caverne la donna era magica, fu la prima creatura della storia ad inventare un’unità di misura per il tempo e veniva rappresentata sui geroglifici come una dea». Oggi, a pensarci bene verrebbe da urlare: «Ragazzi siamo invecchiati male, ma male veramente, evviva l’uomo delle caverne».

Prossime date
4 aprile SALA ARGENTIA Cinema Teatro – Via Giacomo Matteotti, 30, 20064 Gorgonzola (MI)
9 aprile Teatro Gioiello – Corso Colombo 31, 10129 TORINO
14 maggio Teatro Gioiello – Corso Colombo 31, 10129 TORINO
4 giugno Teatro Gioiello – Corso Colombo 31, 10129 TORINO
20 ottobre Teatro Puccini – Via delle Cascine 41, 50144 FIRENZE

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