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Capriccio e Natura. Arte nelle Marche del secondo Cinquecento. Percorsi di rinascita

La Mostra “Capriccio e Natura” è a Macerata, Palazzo Buonaccorsi, fino al 13 maggio ed è a cura di Alessandro Delpriori e Anna Maria Ambrosini Massari.


di Alberto Pellegrino

Nei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi a Macerata si è inaugurata la mostra Capriccio e Natura. Arte nelle Marche del secondo Cinquecento. Percorsi di rinascita (15 dicembre 2017 – 13 maggio 2018), a cura di Alessandro Delpriori e Anna Maria Ambrosini Massari. La mostra fa parte del progetto regionale Mostrare le Marche, nato dal protocollo d’intesa tra Regione Marche, Mibact, Anci, Conferenza Episcopale e i Comuni di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Loreto, Matelica e Fabriano con la finalità di organizzare un ciclo di sei mostre entro il 2018 per promuovere la conoscenza del patrimonio artistico e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma
del 2016. L’iniziativa ha quindi lo scopo di rilanciare lo sviluppo culturale della Marca
Maceratese attraverso il recupero dei beni artistici, il rilancio dell’economia culturale e turistica e la ricostruzione del tessuto delle comunità depositarie di questo patrimonio.
La mostra Capriccio e Natura ha colto l’occasione del temporaneo trasferimento nei depositi dei Musei civici di Palazzo Buonaccorsi dei dipinti della Chiesa di Santa Maria delle Vergini a Macerataun capolavoro del Cinquecento reso inagibile a causa del sisma, per un ripensamento su quel monumento e sul suo ruolo nella storia artistica nelle Marche alla fine del XVI secolo. Dal punto di osservazione della mostra maceratese la visuale si apre ad abbracciare la pluralità d’importanti presenze artistiche, comprese tra il Cinquecento e il Seicento proventi dall’intera regione in modo da comprendere, entro un ampio raggio, le relazioni e i riflessi che possano far emergere, nel contesto dell’Italia centrale, la rilevanza artistica dell’area maceratese soprattutto per quanto riguarda il secondo Cinquecento, uno snodo nella storia dell’arte regionale che ha prodotto su tutto un territorio caratterizzato da una diffusa presenza di beni artistici e di opere architettoniche di grande pregio e interesse, un patrimonio gravemente colpito dal sisma che dovrà essere oggetto di una graduale, integrale e anche rapida ricostruzione. La città di Loreto, sotto il pontificato del papa marchigiano Sisto V Peretti (1585-1590), ha favorito la nascita in tutta la regione di un linguaggio nuovo e aggiornato sulle più interessanti novità romane e questo permette di cogliere l’affiorare delle nuove tendenze naturaliste.
La strada a questo profondo cambiamento è aperta nelle Marche per prima cosa dalla poetica degli affetti di Federico Barocci e dagli influssi innovativi dell’arte caravaggesca. Siamo alla presenza di un panorama vivacissimo che mostra una serie di profondi mutamenti caratterizzati da una raffinata ricerca artistica e che vanno dal capriccio manieristico a un nuovo naturalismo. I maggiori protagonisti di questa stagione artistica sono Taddeo e Federico Zuccari, Federico Brandani, l’eccentrico Andrea Boscoli, la splendida Adorazione dei Magi di due grandi artisti come  Jacopo e Domenico Tintoretto, per poi passare nel Seicento con il Cavalier D’Arpino e Giovanni Baglione, mentre nella città di Macerata si pongono al centro della scena artistica, tra il 1560 e il 1590, una figura chiave come Gasparre Gasparrini e il suo allievo più importante Giuseppe Bastiani, che è forse il maggiore rappresentante della cultura sistina nel Maceratese.

LA PROVENIENZA DELLE OPERE PRESENTI IN MOSTRA
Il Museo Diocesano “Mons. Cesare Recanatini” di Ancona
La Collegiata di Sant’Urbano di Apiro
La Chiesa di San Pietro Martire e il Convento di San Serafino di Ascoli Piceno
La Collezione Galleria Maurizio Nobile Bologna-Paris di Bologna
La Collezione privata Zucconi Galli Fonseca di Camerino
L’Oratorio del Gonfalone, il Monastero di San Silvestro Abate e la Chiesa di San Nicolò di Fabriano
La Collezione privata TVS S.p.A di Fermignano
La Collezione Giovanni Pratesi di Firenze
I Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, il Santuario di Santa Maria delle Vergini (Cappella Ferri, Cappella Pancalducci, Cappella Ciccolini, Cappella Maggiore o dei Bifolchi, Cappella delle Vergini) di Macerata
La Santuario di San Michele Arcangelo di Rastia di Matelica (Colferraio)
La Parrocchia Santa Maria di Piazza di Ostra Vetere
La Collegiata di Santa Vittoria in Matenano
Il Museo del Santuario di San Nicola di Tolentino
La Concattedrale della Santissima Annunziata di Treia
La Galleria Nazionale delle Marche di Urbino

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