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A scuola di (anti)fascismo da Michela Murgia

Fotografie @ALECANI


di Elena Bartolucci e Roberta Ripa

Al Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio il sarcasmo e la tagliente ironia della scrittrice Michela Murgia hanno esaltato le presunte “genialità” del fascismo e fornito al pubblico le Istruzioni per diventare fascisti, in uno spettacolo originale e brillante, molto apprezzato dal pubblico.

Porto Sant’Elpidio (FM) – Lo scorso 7 febbraio Michela Murgia ha avuto l’onore e l’onere di aprire la stagione 2020 del Teatro delle Api. Lo ha fatto egregiamente, portando sul palco uno spettacolo davvero sui generis intitolato Istruzioni per diventare fascisti, tratto dall’omonimo libro da lei pubblicato nel 2018 per Einaudi.

Un monologo insolito e originale travestito da vera e propria lezione, durante il quale la scrittrice ha enumerato in modo irriverente i punti focali del pensiero fascista, con l’obiettivo di convincere il pubblico ad abbandonare la “caotica” democrazia e abbracciare il “rigoroso” fascismo (proprio come la Murgia dice di aver fatto).

Ha iniziato dunque a illustrare le caratteristiche della sua nuova fede, partendo da una figura fondamentale per ogni fascista, quella del capo: un capo assoluto, non un leader intermedio, una sola figura al comando che detiene tutto il potere e di cui il popolo ha piena fiducia. Il capo è rapido nelle decisioni ed è efficiente oltre che economico. Banalizza ogni cosa e così facendo riesce a ottenere direttamente il consenso, poiché parlando in modo semplice, tutti, a prescindere dall’estrazione sociale, possono comprendere anche i temi più complicati.

Ma qual è lo strumento che meglio permette di banalizzare ogni cosa? Internet. Infatti, è proprio in rete che chiunque si sente autorizzato a parlare di tutto ed è qui che i politici riescono a evitare le domande scomode e a nascondere il dissenso.

Un altro aspetto chiave del fascismo è quello di dare al popolo nemici da odiare. Non importa che sia un avversario in carne e ossa, l’importante è che, pur essendo una figura nebulosa e poco definita, non sia schiacciabile ma debba comunque riuscire a infondere nella maggioranza delle persone quel giusto sentimento di odio e rancore generale.

Di pari passo, l’altro aspetto alla base del metodo fascista è quella sensazione di dominio che si ottiene tramite la violenza insita nell’essere umano, portato a fare quello che più gli conviene, sia in termini di linguaggio sempre più carico d’odio che di azioni nefaste e aggressive.

Ultima ma non meno importante caratteristica di cui tener conto quando si parla di fascismo è la capacità di inquinare la memoria. Dimenticare per riscrivere la storia sta diventando sempre più semplice e scegliendo solo la verità che più ci fa comodo si rischia seriamente di omettere in maniera selettiva i momenti che hanno costruito il nostro Paese.

Al termine della serata e dopo uno scroscio incessante di applausi, la scrittrice ha simpaticamente chiesto agli astanti di prendere parte a un piccolo test (il cosiddetto “fascistometro”) per misurare il grado di apprendimento raggiunto e valutare i progressi nell’adesione al fascismo. In realtà il gioco consisteva nell’individuare l’autore di varie frasi proposte: è stato sorprendente scoprire come le espressioni più “estremiste” siano state pronunciate in realtà da esponenti politici che si ritengono da sempre moderati.

Con grande sarcasmo, la scrittrice ha spiegato come, manipolando gli strumenti democratici, si può rendere fascista per anni un intero paese senza nemmeno mai pronunciare la parola “fascismo”. Il metodo fascista ha infatti il potere della trasmutazione alchemica: se applicato senza preclusione ideologica trasforma in fascista chiunque lo faccia proprio.

“Il fascismo può contaminare tutto se non fermato in tempo”: così la Murgia conclude uno spettacolo originale, scritto in modo brillante, il cui vero obiettivo è forse proprio quello di far comprendere alla gente come il peso delle parole abbia davvero molta importanza. Nella società odierna in cui il qualunquismo e il populismo prendono sempre più piede e si è portati a dimenticare troppo in fretta anche le affermazioni più orribili.

Le parole contano. Sempre. Lo spettacolo è stato insolitamente accompagnato dalle note della musica elettronica suonata dal vivo da Francesco Medda Arrogalla.

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